Benzina, è Napoli la città più cara

Nicola Brillo

da Milano

Una brutta sorpresa attende gli automobilisti di Ferragosto alla piazzola di servizio: un pieno di carburante costa infatti l’11,3% in più rispetto alle vacanze di Natale. Gli aumenti interessano sia le auto a benzina, sia il diesel. A dicembre 2004 un litro di verde costava infatti 1,132 euro, ora si è raggiunta quota 1,26. E se rapportato al pieno di una macchina media, circa 50 litri, il prezzo totale sale di 6,4 euro. Solo qualche centesimo in meno l’aumento registrato per i veicoli a gasolio, rispetto a Natale 2004: più 10,91%. Andando a ritroso, durante le vacanze pasquali, un litro di verde costava 1,203, mentre il gasolio 1,092. E se prendiamo in esame le tariffe applicate dalle compagnie petrolifere durante l’estate 2004, il paragone potrebbe rovinare le ferie «in partenza»: oggi il diesel costa il 20% in più, «solo» un aumento del 10% per i veicoli a benzina.
Ed è per questa ragione che gli automobilisti della Lombardia hanno ricominciato il «pellegrinaggio» ai distributori del Canton Ticino, alla ricerca del carburante a basso prezzo. A segnalarlo il quotidiano svizzero La Regione Ticino: «Dopo una flessione delle entrate del 40%, registrata nel 2002 con l’introduzione della carta sconto benzina della Regione Lombardia, ora i distributori del Mendrisiotto hanno ripreso a far affari».
Da una speciale classifica risulta che Napoli è la città europea dove la benzina costa di più, ben 1,336 euro al litro. Seguono Palermo (1,331), Bari (1,329), Roma (1,324) e Milano (1,323). All’Italia la medaglia d’oro del carburante più costoso in Europa: 1,289 di media. Da segnalare come il prezzo della benzina si adatti alla clientela, a Porto Cervo costa 1,356.
La soluzione del caro-greggio non appare vicina: tra gli snodi più critici del settore, e causa anche del continuo aumento dei prezzi, c’è la scarsità di impianti di raffinazione. L’ha ribadito ieri Paolo Scaroni, amministratore delegato del gruppo Eni. A questo si aggiugono gli alti consumi, specie negli Usa: ogni quattro barili di petrolio prodotti, uno è consumato dagli Stati Uniti. Per l’economista Giacomo Vaciago è necessario anche «puntare sulla ricerca e innovazione, e diversificare le nostre fonti energetiche».