Benzina, nuovo record: ora costa 1,4 euro al litro

Un pieno di carburante costa 11 euro in più rispetto all’anno scorso

Serena Cipolla

da Milano

Italia al top. Ma per il costo della benzina che è tra i più alti d’Europa. I cittadini affrontano l’esodo estivo con il carburante che sfonda per la prima volta la soglia di 1,409 euro al litro. Ora, il pieno di un’auto di media e grande cilindrata costa oltre 70 euro: l’11% in più dello scorso anno. A riscrivere il listino sono stati Api e Ip, presso i cui distributori la benzina senza piombo costa da ieri 1,409 euro al litro con un aumento di 0,010. Gli altri marchi rimangono a 1,399 euro, mentre Erg fa pagare un po’ meno e chiede 1,394. Cattive notizie anche per il prezzo del gasolio stabilito dalle due compagnie che sale a 1,229 euro.
A pesare sui prezzi è ovviamente il caro petrolio, con il record di 78,40 dollari registrato nella notte tra giovedì e venerdì della scorsa settimana. L’aumento è scattato con l’inasprimento del conflitto in Medio Oriente, fonte di quasi un terzo della produzione mondiale. Da allora, le quotazioni dell’oro nero sono scese fino ai 75 dollari per calare ulteriormente ieri a 73,60 dollari al barile. L’effetto del picco si è fatto sentire a distanza di qualche giorno ed ecco quindi il record del prezzo della benzina con il superamento della soglia di 1,4 euro.
Ai distributori i cittadini italiani pagano il 14,4% in più rispetto a quanto richiesto mediamente da quelli degli altri Paesi dell’Unione. Sul prezzo finale pesano accise e imposte scaricate sulle tasche degli automobilisti. La situazione non cambia nemmeno per quanto riguarda il prezzo industriale, più caro del 5,5 per cento. Lo dice il sito del Ministero dello Sviluppo Economico che analizza i prezzi aggiornati al 10 luglio. La settimana scorsa, un litro di benzina senza piombo costava in media 1,367 euro. L’Italia è al sesto posto nella classifica dei Paesi Ue. Pagano più di noi i consumatori olandesi con 1,511 euro al litro e quelli del Belgio e della Finlandia con 1,401 euro. La media europea si attesta però a 1,194 euro al litro, con l'Italia che la supera di ben 0,173 euro. Un divario cresciuto nel corso di un anno, dato che a luglio dell’anno scorso la differenza tra il nostro Paese e il resto d'Europa era pari a 0,168 euro al litro.
Sullo scarto con il resto d’Europa interviene il ministro Pierluigi Bersani: «Si può riconoscere una forbice con i prezzi europei in ragione della struttura della rete, ma deve essere quella e, se possibile, deve diminuire, non può aumentare». Per monitorare la situazione il ministro ieri ha annunciato la costituzione di un osservatorio sui prezzi. Una proposta condivisa dal presidente nazionale dell’associazione dei gestori di Confcommercio Luca Squeri che però sottolinea: «Ben venga l’osservatorio prezzi ma come monitoraggio dei fattori fondamentali che costituiscono il prezzo che il consumatore paga alla pompa. Un servizio che ha un peso oggettivo sul costo finale». E sul caro benzina è intervenuto anche il Codacons che chiede all'Antitrust di prendere «immediati provvedimenti cautelativi contro enormi differenze di prezzo tra Italia e Ue, accertando le speculazioni legate ai prezzi dei carburanti, che puntualmente si impennano alla vigilia di ogni esodo».