La benzina schizza a 1,4 euro al litro Il governo: tutto ok «Newsweek»: l’Italia è nel caos

da Milano

Il prezzo della benzina schizza a 1,4 euro al litro e le famiglie italiane spenderanno da 150 a 216 euro in più nel 2008. L’ultima mazzata sugli italiani è legata al rincaro record del prezzo del petrolio, tornato pericolosamente a sfiorare quota 100 dollari al barile. Ma sul prezzo del carburante - ricordano i consumatori - il peso del prelievo fiscale supera il 65%. E a nulla sono servite le liberalizzazioni del ministro Pierluigi Bersani sul sistema della distribuzione dei carburanti. Anche per questo motivo le associazioni chiedono al prossimo governo il taglio delle accise e l’intervento di Mister Prezzi, Antonio Lirosi, affinché valuti se «i frequenti ritocchi apportati dalle compagnie siano legittimi e in media con il resto d’Europa».
Gli aumenti variano da 1,6 a 2,2 centesimi di euro. Secondo i dati di Quotidiano Energia un litro di benzina costa da 1,383 euro della Tamoil a 1,399 euro dell’Agip, mentre il diesel ha sfondato il muro di 1,3 euro. Se paragoniamo l’impennata del carburante all’inflazione, il rapporto è di 1 a 5. A fronte di un caro vita inferiore al 3%, in un anno la benzina è cresciuta del 15% (da 1,213 del febbraio 2007), mentre il prezzo del diesel è aumentato del 20% (da 1,098 di 12 mesi fa). Più di sei volte l’inflazione.
Il caro benzina potrebbe avere effetti pesanti anche sui prezzi dei prodotti alimentari, la maggior parte dei quali viaggia su ruote». Anche in questo caso, ricordano le associazioni, gli aumenti dei prezzi potrebbero determinare «una maggiore spesa per le famiglie pari a 100 euro su base annua». In serata il governo ha risposto che «segue con attenzione l’andamento dei prezzi» e che l’attuale andamento è «analogo» a quello registrato l’anno scorso.
Intanto anche l’autorevole settimanale Newsweek dedica la copertina al Belpaese. Sotto il titolo «Italy’s mess» (Il caos Italia, ndr) campeggia una foto della città di Napoli travolta dai rifiuti. «Siamo alla fine di una lunga corsa», riporta il settimanale citando un collaboratore del premier dimissionario, e «siamo tutti molto stanchi».