Benzinai, in arrivo altri scioperi Domani si fermano i treni

Il dialogo con il governo sulle liberalizzazioni si è già interrotto. I gestori denunciano &quot;l'atteggiamento di chiusura&quot; e varano un nuovo pacchetto di serrate degli impianti. <a href="/a.pic1?ID=170556" target="_blank"><strong>Domani stop di 8 ore nelle ferrovie</strong></a>. E Alitalia conferma lo stop di 24 ore mercoledì prossimo

Milano - Distributori chiusi. File per il rifornimento il giorno prima. Porteste e polemiche. I benzinai non ci stanno e, dopo aver rinunciato a un pacchetto di serrate nelle scorse settimane (anche per lo stop imposto dal Garante), ora sono pronti a incorciare nuovamente le braccia. Ad annunciarlo sono i gestori della Fegica e della Figisc che lamentano lo "svuotamento di ogni funzione di concertazione del tavolo ministeriale voluto dal Ministro Bersani" sul ddl liberalizzazioni. "La categoria è costretta - spiegano i responsabili di Fegica e di Figisc, Roberto Di Vincenzo e Luca Squeri - a prendere atto, nonostante tutte le disponibilità finora offerte dai gestori, dei reiterati segnali di chiusura, che non possono che preludere a una ripresa delle agitazioni ed una imminente calendarizzazione di nuove chiusure degli impianti".

Le ragioni della protesta Alla base delle agitazioni dei benzinai, che già nei mesi scorsi hanno portato a scioperi degli impianti contro il nuovo processo di liberalizzazioni, ci sono alcune norme contenute nel ddl Bersani che, secondo i gestori, aprono alla grande distribuzione penalizzando la categoria. Tra queste quelle relative alle distanze minime tra gli impianti. Un quadro "che - spiegano Squeri e Di Vincenzo, rispettivamente presidente nazionale e segretario generale di Figisc-Anisa Confcommercio e Fegica-Cisl - è inoltre aggravato dalle continue accelerazioni dell'iter normativo del disegno di legge Bersani, che svuotano di fatto ogni funzione di concertazione di quel tavolo ministeriale voluto dallo stesso ministro Bersani". Mentre il ministro "si era assunto l'impegno di raccogliere le istanze proposte e sostenere il loro inserimento all'interno del medesimo ddl, riuscendo così a ottenere la sospensione delle agitazioni già proclamate dai gestori". Queste circostanze non possono "che costringere la categoria - ribadiscono i gestori - a prendere atto, nonostante tutte le disponibilità finora offerte dai gestori, dei reiterati segnali di chiusura, che non possono che preludere ad una ripresa delle agitazioni ed una imminente calendarizzazione di nuove chiusure degli impianti".