Benzinai: scioperi confermati Si comincia il 6 febbraio

Le organizzazioni di categoria dei distributori procederanno con i primi due giorni di serrata contro le liberalizzazioni Bersani. Nell'occhio del ciclone il provvedimento che consente di vendere i carburanti anche in supermercati e ipermercati

Roma - Impianti chiusi dalle 19 di martedì 6, alle 7 di venerdì 9 febbraio sulla viabilità stradale e dalle 22 del 6, alle ore 22 di giovedì 8 febbraio sulla rete autostradale. Nella regione Sicilia gli impianti chiuderanno con 24 ore di anticipo, a partire dalle ore 19 di lunedì 5 febbraio. Questa la risposta delle organizzazioni dei gestori - Faib/Aisa, Fegica, Figisc/Anisa - all'atteggiamento «di completa chiusura che il Ministro Bersani continua a frapporre agli insistiti richiami al confronto della categoria». «Bersani, con un atto estremamente grave che delegittima persino il suo ruolo istituzionale - si legge in una nota congiunta - si sottrae alla sua responsabilità e spinge la categoria ed il Paese allo scontro, rovesciando ogni incombenza sul Parlamento. I gestori, che pure chiedono da tempo, inutilmente, l'apertura del dialogo, non sono in alcun modo disponibili ad accettare il fatto compiuto di un provvedimento che con la liberalizzazione, il mercato, la concorrenza, i prezzi non ha nulla a che fare. Si tratta, al contrario, di un atto di pura demagogia e che contando sulla possibilità di cui il Potere dispone di manipolare la realtà, ingannando i cittadini, ha quale obiettivo quello di favorire la potente lobby della grande distribuzione organizzata, ai danni della nostra categoria e con la compiacenza interessata delle compagnie petrolifere, già pronte a chiedere ulteriori misure per poter espellere i gestori dal sistema e dividere mercato e profitti con la stessa gdo». I gestori «chiedono da anni, senza risposta, di poter essere messi in grado di acquistare i carburanti alle medesime condizioni che i petrolieri riservano alla gdo ed alle pompe bianche sul mercato extra rete. Questo consentirebbe ai gestori di fare una effettiva concorrenza e di permettere a tutti i consumatori di trovare prezzi dei carburanti più contenuti su tutti gli impianti italiani e non solo su pochi, privilegiati e magari a molti chilometri di distanza. Le organizzazioni di categoria - conclude la nota - ribadiscono la loro richiesta all'intero governo, a cominciare dalla presidenza del Consiglio, di avviare un serio confronto sulle misure che l'esecutivo intende presentare e non sulle prospettive del dopo. Senza di questo, unico elemento al quale affidare la ripresa di un dialogo sereno, la proclamazione delle ulteriori tornate di chiusura, già previste per fine febbraio e fine marzo, sarà inevitabile».