Benzinaio ucciso dai rapinatori sotto gli occhi della figlia

Tragedia in un distributore di Agropoli preso d'assalto da due banditi. Il titolare della stazione di servizio, Davide Pecora, è stato freddato con un colpo a bruciapelo. I malviventi scappati con un motorino. Al momento del colpo erano presenti la figlia della vittima e tre dipendenti

Napoli - Tragica rapina e sgomento ad Agropoli nel Salernitano per l'assassinio di Davide Pecora, il titolare di una stazione di servizio sulla statale 267, ucciso nella tarda serata di ieri, da due malviventi a volto coperto, fuggiti, poi, a bordo di un ciclomotore abbandonato subito dopo. Forse con lui, nel gabbiotto di servizio della pompa di benzina, c'era anche sua figlia di 34 anni che avrebbe visto morire il padre, colpito da un colpo di arma da fuoco sparato a bruciapelo.

Probabilmente, quando i due rapinatori si sono avvicinati al titolare della stazione di rifornimento per intimargli di consegnare il denaro, l'uomo ha aperto il cassetto nel quale custodiva i soldi. Il suo movimento, però, ha innervosito chi fra i due balordi era armato. Questioni di attimi: la tensione, la paura e subito dopo un'esplosione che toglie una vita. Agropoli questa notte è un paese sconvolto: nessuno ricorda un episodio di una simile brutalità nel comune in provincia di Salerno di circa 20 mila abitanti. Dolore e silenzio descrivono la tragedia, insieme al pianto soffocato dei parenti e degli amici di Davide Pecora, 64 anni, morto in un tragico sabato sera. Lo stupore adesso prevale sulla rabbia ad Agropoli, paese abituato ad accogliere i villeggianti durante l'estate, ma non a dover fare i conti con simili tragedie.

Al momento del tentativo di rapina, con Pecora c'erano anche tre suoi dipendenti. Una rapina improvvisata, pianificata da due balordi, secondo la ricostruzione dei carabinieri. Nel gabbiotto, sul pavimento, sono stati ritrovati i soldi che Davide Pecora stava consegnando ai rapinatori, segno che l'uomo non voleva reagire. Voleva dare a quelle due persone a volto coperto il denaro, sperando di vederli andare via senza far del male a nessuno. Invece non è andata così: uno dei due malviventi ha esploso un colpo di arma da fuoco all'interno del gabbiotto della stazione di benzina, prima di fuggire con il suo complice, lasciando in terra quelle banconote che avevano tentano di sottrarre all'uomo. In queste ore si sta cercando di ricostruire quegli attimi fatali: i tre dipendenti della stazione di rifornimento sono dal sostituto procuratore di Vallo della Lucania, Francesco Rotondo. Da loro il magistrato potrà avere gli elementi essenziali per ricostruire l'accaduto e per avviare le indagini, nell'intento di dare un nome all'assassino.(ANSA).