Beppino: la Chiesa non può imporre i valori I Nas: "Stanza priva di certificazione"

<a href="/a.pic1?ID=327254" target="_blank"><strong>Il padre di Eluana: feci un appello a premier e istituzioni</strong></a>. Le &quot;anomalie&quot;
riguardano l'ipotesi di cambio di destinazione della stanza dove la donna è assistita e il cambio di funzione
dell'assistenza per
attuare il protocollo previsto sulla base del decreto della Corte
d'Appello di Milano. <a href="/a.pic1?ID=327037" target="_blank"><strong>Ma lei voleva davvero morire?</strong></a><strong> </strong>I dubbi ancora irrisolti

Udine - I Carabinieri dei Nas, che ieri hanno fatto ispezioni e controlli nella casa di risposo La Quiete di Udine, dove è ricoverata Eluana Englaro, hanno rilevato alcune 'anomalie amministrative'. Lo si è appreso stamani da fonti degli stessi Nas che in giornata prepareranno una relazione che sarà inviata alla Regione Friuli Venezia Giulia e all'Azienda 'Medio Friuli' per le decisioni del caso. Le "anomalie amministrative" - da quanto si è saputo - potrebbero riguardare le modalità di ricovero di Eluana e il passaggio della 'gestione' dell'assistenza della donna dall'Azienda Sanitaria Medio Friuli all'associazione 'Per Eluana' costituita per attuare il protocollo definito in base al decreto della Corte di Appello di Milano. Le decisioni sulle eventuali irregolarità rilevate dai Nas saranno prese dalla Regione o dall'Azienda sanitaria 4 'Medio Friuli' che ha competenza sulla casa di riposo 'La Quiete'.

"Stanza priva di certificazione" Le 'anomalie amministrative' riscontrate riguardano la 'certificazione' della stanza dove la donna è stata ricoverata. Lo affermano i Carabinieri dei Nas nella relazione recapitata nel pomeriggio alla Regione Friuli Venezia Giulia, all'Azienda sanitaria 4 'Medio Friuli', alla Quiete e alla Procura della Repubblica di Udine. Nella relazione i Nas hanno spiegato che "quella stanza andava certificata" per essere ritenuta idonea a ospitare una donna per la quale c'era da applicare un protocollo che prevedeva il distacco dell'alimentazione e dell'idratazione. In assenza, invece, si è creata un'altra struttura nella casa di riposo. Questa certificazione - secondo quanto si è appreso - doveva essere fatta dalla Regione attraverso l'Usl 4 'Medio Friuli, che e' l'azienda di riferimento della Quiete di Udine. Secondo i Nas senza questa certificazione "si è in presenza di una anomalia amministrativa", che è stata evidenziata nel rapporto. La relazione, che è composta di alcune cartelle, è all'esame della Procura della Repubblica che è chiamata a valutare se si è di fronte solo a eventuali anomalie amministrative o se vi sono o meno fatti di rilevanza penale tali da costituire i requisiti per un intervento cautelativo, come potrebbe essere il sequestro della stanza dove si trova ricoverata Eluana con la conseguente interruzione del protocollo di distacco dell'alimentazione e dell'idratazione già in atto. La Procura della Repubblica di Udine ha delegato a un consulente lo svolgimento di approfondimenti sulla casa di riposo, in relazione a quanto contenuto nei verbali consegnati oggi dai Nas.

Vertice in Regione Il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia ha convocato una riunione urgente con l'assessore alla sanità, Vladimir Kosic, e con quello alla Sicurezza e Autonomia Locali, Federica Seganti, per il pomeriggio, a Trieste, in relazione agli sviluppi della vicenda Englaro. Lo si è appreso da fonti della stessa Giunta Regionale che non hanno precisato se alla riunione parteciperanno anche responsabili amministrativi e sanitari delle strutture sanitarie coinvolte nella vicenda di Eluana.

Sacconi: clinica in situazione irregolare 'Il tutto si svolge in una situazione irregolare perche' anche la sentenza della Corte di appello di Milano parlava di Hospice oppure di una struttura sanitaria mentre qui abbiamo solo delle stanze prestate all'equipe di una associazione'. Lo afferma il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, a margine dell'inaugurazione del Passante di Mestre parlando della clinica 'La Quiete' in cui e' ricoverata Eluana Englaro. 'C'e' una situazione dunque di irregolarita' - prosegue - con una struttura non idonea perche' si tratta di stanze di una casa di riposo e non di una struttura sanitaria'.

Le indagini sugli esposti Sono stati consegnati ieri sera tardi alla Procura della Repubblica di Udine i primi risultati delle indagini che il pm Antonio Biancardi ha disposto nei giorni scorsi in base degli esposti relativi alla vicenda di Eluana Englaro. Si tratta dei risultati di una diecina di interrogatori di amici e parenti di Eluana che ufficiali di Polizia Giudiziaria, sia della Polizia, sia dei Carabinieri, hanno fatto a Lecco e Padova su delega dello stesso Biancardi che ha incaricato gli ufficiali di Polizia Giudiziaria di attivarsi con urgenza.

Le indagini - si è saputo - su indicazione del pm, si sono concentrate in particolare su due dei numerosissimi esposti giunti in questi giorni: quello inviato dall'avv. Rosaria Elefante di Napoli e quello depositato dall'avv. Paolo Panucci di Lecco insieme a un gruppo di legali lombardi. Panucci e questi ultimi, in particolare, hanno chiesto alla Procura di Udine "di intervenire per evitare che si commetta un reato, che - secondo Panucci - sarebbe quello di omicidio in una delle sue diverse configurazioni giuridiche". Per Panucci, infatti, il consenso alla sospensione della nutrizione "deve essere personale, certo, attuale e permanente sino alla data dell'intervento sanitario, cosa che - a suo parere - non si configura nel caso di Eluana". I risultati delle indagini svolte dalla Polizia giudiziaria, sulle quali viene mantenuto il riserbo totale, saranno già da oggi all'esame del pm Biancardi. Secondo indiscrezioni trapelate dal Palazzo di giustizia, per i prossimi giorni non sono da escludere altri accertamenti di Polizia Giudiziaria sul contenuto di altri esposti giunti in questi giorni a Polizia, Carabinieri e Procura della Repubblica.

La Quiete: "Non ci possono commissariare"  Ines DOmenicali, presidente della clinica, si difende: "Noi - ha detto - possiamo essere commissariati solo in due casi: se non approviamo il bilancio entro il 31 dicembre o se chiudiamo lo stesso in rosso". La struttura inoltre dipende dal comune di Udine, mentre la convenzione con la Regione è stata rinnovata lo scorso dicembre. Sempre per l'avvocato Campeis, inoltre, "c'é totale sintonia tra l'equipe medica guidata da Amato De Monte e i due consulenti della Procura della Repubblica che 'vigilano' sul protocollo". Campeis ha confermato che "il protocollo non può che essere seguito alla lettera dai medici che operano alla casa di riposo. E che l'operato del dottor De Monte è ogni giorno monitorato, in modo continuo e costante, dai consulenti del Pm.