Un bergamasco, uno scooter, un viaggio in Italia

Dieci luoghi, dieci reportage rapidi come è rapido lo sguardo del viaggiatore attento nel cogliere un'immagine, una scena. Questa è la sfida di “Dalla polenta alla taranta”: non un blog, non una rubrica giornalistica, non un diario, ma un semplice viaggio fatto tutti insieme sulla sella di uno scooter. <strong><a href="http://www.ilgiornale.it/dalla_polenta_taranta/dalla_polenta_taranta/27-......
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«Le campane suonano che spaccano il cielo, l'aria è cruda e io ci torno perché mi ricordo mio padre che giurò di non entrarci più, di fronte al diniego di un chierico - parlo del 1970 - che gli disse di coprisi le braccia per scendere nella grotta. Mio padre disse: “Stammi a sentire, io qua non entro mai più! Se San Michele mi vuole vedere è lui che deve venire da me. Per me la grotta può caderti sulla testa adesso che non faccio una piega...”. Sconcerto di madri, zie, parenti. Il culto della grotta è fortissimo, ma mio padre di più».

La descrizione di Monte Sant'Agnelo (Puglia) fatta da questo amico musicista è bastata per far scattare la molla: chiedere a dieci persone molto diverse fra loro di indicare un luogo (e uno soltanto) dal quale bisogna per forza passare se si decide di fare un viaggio in Italia. Ma andiamo con ordine. Per fare un viaggio ci vuole sempre un buon motivo: un lavoro da svolgere, un amico da cercare, un libro da scrivere, un luogo da rivedere dopo tanti anni, un piatto da gustare, un tè da comprare... l'importante è avere un motivo, poi non conta se lo rispetteremo oppure no.

E poi, per fare un bel viaggio, bisogna scegliere il mezzo di trasporto più adatto per quel viaggio. Nel nostro caso il motivo è banale: il 21 agosto c'è un appuntamento nel Salento, perché inizia la Settimana della Taranta. Un festival famoso in tutto il mondo, dedicato a questa strana danza di liberazione, antica e trascinante. E avendo circa tre settimane di tempo per giungere in quel profondo Sud, il mezzo migliore è lento ma non lentissimo, in grado di percorrere le strade più piccole dell'Italia e permettere di raggiungere i luoghi più isolati. Quindi o bicicletta o motocicletta. In garage c'è uno scooter dall'aspetto anonimo, ma che anonimo non è, se cavalcato con anima (è l'anima che toglie anonimano alle cose).

Detto: fatto.

L'idea è raccontare questo viaggio ai lettori de ilgiornale.it. Il titolo? “Dalla polenta alla taranta”, visto che il viaggio parte da Bergamo e giunge nel Salento proprio in quella settimana. È un racconto di viaggio, quindi. Un viaggio particolare, attraverso l'Italia, percorrendo vie minori, in sella ad uno scooter. Per sentirsi Dennis Hopper, Peter Fonda o Jack Nicholson non servono le grandi Harley Davidson e nemmeno le sconfinate praterie americane. Serve solo la voglia di guardare con nuovi occhi i luoghi che ci sono vicini, perfino quelli che abbiamo già visto e crediamo di conoscere.

Quando si viaggia per scrivere, poi, si scoprono aspetti nuovi del mondo. La penna diventa un'antenna attira a sé tutto e lo trasforma in materia viva, in storie da raccontare, si va a caccia di curiosità e notizie strane, sconosciute. O semplicemente il viaggio prende la forma di un incontro, di tanti incontri, prende cioè la forma delle persone che popolano i luoghi in cui approdiamo. Oggi che senso ha raccontare per filo e per segno una spiaggia o un paesaggio di montagna? Con Google Maps posso vederli meglio senza nemmeno lo sforzo di dover leggere. Ma la storia di quella persona che vive sui monti, i suoi ricordi e i suoi sogni, quelli non ci sono su Google Maps. O la vitalità caciarona di una spiaggia, i dialoghi fra quella mamma e il figlio, se raccontati con occhio ironico, quelli non ce li regala nessun software, nessun satellite per quanto preciso. Questo è lo spirito classico dei grandi reportage di viaggio. E questo è lo spirito che animerà i dieci “mini-reportage” dall'Italia, da dieci luoghi più o meno famosi come più o meno famoso è ogni spicchio del nostro Paese.

Dieci luoghi consigliati da dieci persone diverse (identificate per la loro attività prevalente): l'Arsenale di Venezia (consigliato dal dirigente politico); il Monte Subasio (dal giornalista); l'Abbazia di Sant'Eutizio (dall'artista); Radicofani (dal diplomatico); Civita di Bagnoregio (dal medico); i Giardini di Bomarzo (dallo storico); il Gran Sasso (dalla motociclista); Monte Sant'Angelo (dal musicista); Maratea (dalla matematica); Aliano (dal manager letterato). Dieci reportage rapidi come è rapido lo sguardo del viaggiatore attento nel cogliere un'immagine, una scena, un istante che identifichi l'anima di un luogo. E infatti di anima dei luoghi e di luoghi dell'anima si parla. Chiunque ha un aneddoto da raccontare legato a un luogo, ma a volte solo l'occhio esterno del forestiero, a patto che sia disposto a mettersi in gioco e in relazione con l'ambiente e le persone, trova la via giusta per raccontarlo a tutti.

Questa è la sfida di “Dalla polenta alla taranta”: non un blog, non una rubrica giornalistica, non un diario, ma un semplice viaggio fatto tutti insieme sulla sella di uno scooter.