La Bergamini: "Indignata, professionisti del linciaggio"

La responsabile del marketing Rai annuncia azioni legali e contrattacca: "Ho svolto con correttezza il mio lavoro"

Roma - «Ho lavorato come giornalista per tanti anni e non sono sorpresa di quanto sta avvenendo in questi giorni. Non mi hanno sorpreso neppure le falsità ipotizzate e scritte da La Repubblica e da altri mezzi di informazione su di me. Nè mi hanno scandalizzato la tempestività e la qualità delle dichiarazioni provenienti da una parte del mondo politico, all’interno di dinamiche di strumentalizzazione ormai divenute consuetudine nel nostro Paese. Mi indignano i tanti professionisti del linciaggio sempre così frettolosi nel puntare il dito. Mi indigna la loro ipocrisia». Lo afferma Deborah Bergamini, direttore Marketing della Rai, in merito alla vicenda delle intercettazioni rese note da La Repubblica.

Abuso di intercettazioni sulla mia pelle «In questi anni - aggiunge la Bergamini - ho svolto con correttezza e lealtà il mio lavoro in Rai e i risultati ottenuti dall’azienda e riconosciuti da tutti, stanno lì a dimostrarlo. Quanto sta accadendo mi ha consentito di provare sulla mia pelle che il fenomeno dell’abuso delle intercettazioni telefoniche, al di fuori di ogni regola e di ogni elementare garanzia, riguarda tutti, ed è una violenza barbara e illegittima che può essere usata anche per colpire in modo strumentale le persone nello svolgimento del loro lavoro». «Non posso accettarlo -conclude Bergamini- e per difendere e riaffermare il mio primo e fondamentale diritto, quello alla dignità personale, ho dato mandato ai miei legali affinchè mi tutelino in tutte le sedi opportune».

Giornalisti convocati dall'Ordine Il consiglio dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, a seguito delle intercettazioni telefoniche apparse sulla stampa in merito alla connessione Rai-Mediaset, ha tenuto un consiglio straordinario decidendo di convocare, per essere ascoltati su eventuali violazioni deontogiche, i giornalisti Deborah Bergamini, Fabrizio Del Noce, Clemente Mimun Francesco Pionati e Bruno Vespa. L’Ordine del Lazio segnala inoltre all’ordine della Lombardia i giornalisti Mauro Crippa e Carlo Rossella, a quello della Toscana Antonio Socci, i cui nomi appaiono nelle medesime intercettazioni telefoniche. Nell’ipotesi che nei prossimi giorni siano resi noti i nomi di altri giornalisti, il consiglio dell’Ordine del Lazio si riserva di convocarli.