Bergamo, per la Bpu più dividendi e risparmio gestito

Aggiornato il piano triennale: la Popolare punta a un dividendo di un euro per azione. Si rafforzerà la joint venture con Prudential

Massimo Restelli

da Milano

Un sostanziale «ritocco» al dividendo e un’alleanza industriale per la controllata Centrobanca da inserire in quel ventaglio di accordi internazionali che ha portato Banche Popolari Unite a prendere sotto braccio sia la britannica Aviva sia l’americana Prudential. Queste le linee strategiche del piano triennale del gruppo creditizio di Emilio Zanetti che nel 2008 conta di spingere l’utile oltre quota 750 milioni a fronte di un Roe (il parametro che calcola il rapporto tra utile netto e patrimonio netto) superiore al 15 per cento.
Obiettivi apprezzati dagli analisti (più 0,64% la chiusura del titolo in Piazza Affari) cui l’amministratore delegato Giampiero Auletta Armenise ha prospettato l’obiettivo di alzare la cedola fino a «un euro per azione» (0,67 euro quella del 2004), una volta sfruttate tutte le sinergie e i benefici dell’acquisto di Popolare Commercio & Industria.
Fino a qui i cardini finanziari del piano triennale di Bpu che ha completato il previsto accordo sugli esuberi e che nel 2007 registrerà oltre 650 milioni di profitti con un Roe al 14% e un Core Tier One al 6,7% (594 milioni gli utili registrati nei primi nove mesi di quest’anno). Una volta a regime il margine di interesse lieviterà a 1,96 miliardi (più 7,2% l’anno) a fronte di oltre un miliardo di commissioni nette (più 7,1%).
Dal punto di vista strategico a fine novembre la banca ha iniziato a rinegoziare l’accordo con Prudential da cui è nata la joint venture specializzata nel risparmio gestito, Bpu Pramerica: 33 miliardi le masse attese nel 2008.
Il gigante d’Oltreoceano vorrebbe accrescere il proprio impegno nel capitale dal 35% al 45%: le trattative dovrebbero terminare a marzo 2006 portando altri mezzi freschi alla popolare che, se il negoziato dovesse fallire invece diverrebbe l’unico azionista di Pramerica rilevando la quota di Prudential.
Bpu è stata costruita su un modello federale che, come ha di recente sottolineato il direttore generale Alfredo Gusmini, è pronto a crescere per linee esterne ma il piano industriale è focalizzato sulla strada delle alleanze. Ottica che sarà replicata in Centrobanca, la merchant bank del gruppo che, completata la rifocalizzazione sul mondo delle pmi, dovrebbe trovare un appoggio internazionale entro i primi mesi del 2007: al termine del piano industriale i profitti si attesteranno a 90 milioni mentre il Roe sarà prossimo al 15 per cento. In cantiere entro il triennio anche nuovi assi industriali per il mondo del credito al consumo (Banca 24-7) e del cosiddetto «non vita» (Bpu Assicurazioni).