Bergamo capitale del cinema di alta montagna

L’Orobie film festival proporrà per tre sere i migliori documentari girati dai registi di 18 diversi Paesi

Cinema d’autore e una sequenza di ristoranti da perderci la trebisonda golosa. Basterebbe solo una di queste due leve per vincere la ritrosia di tutti quelli che, il venerdì sera, se ne starebbero a oziare a casa. Il bello è che, da oggi a domenica, la città di Bergamo getta sul banco le due carte in un colpo solo: sono, infatti, i giorni dell’Orobie Film Festival e di una lunga serie di insegne tipiche e innovative che, contrariamente a quel che succede a tantissimi templi milanesi del cibo, non osservano il religioso “chiuso sabato a pranzo e l’intera domenica” . Con ordine.
I cinefili più incalliti hanno messo le tende fuori dal Centro Congressi di viale Papa Giovanni XXIII 106, in città bassa, già da mercoledì scorso, primo giorno del Festival Internazionale del Documentario - cartellone completo su www.teamitalia.com –, rassegna che ogni sera fino a domani sera mostra gratuitamente a tutti, dalle 20.30 in poi, 23 corto e medio-metraggi selezionati e firmati da registi da 18 paesi del mondo. Il filo rosso: le tradizioni della gente di montagna, un excursus che, partendo dall’arco delle prealpi e alpi orobiche – che definiamo meglio nelle valli Camonica, Brembana, Seriana e Trompia – arriva ad abbracciare «le terre alte del mondo». Il programma di stasera, per esempio, prevede corti d’autore su Isole Svalbard, Norvegia, Isola Brembana, Tirolo austriaco, Monte Rosa e Cervino. Sabato sera, ultime proiezioni, premiazioni finali e il gran galà della montagna.
Dalle vette alpine a quelle delle gola è solo un attimo: basta arrampicarsi a Città Alta e concedersi prima o dopo le proiezioni un salto al classico Baretto di San Vigilio, baretto.it e 035.253191, vetrina vip-romantic sulla città bassa guarnita da classici di terra e mare eseguiti con puntiglio. Il costo di una cena? Cinquanta euro “ma non se vieni a berti uno Chateau Lafitte '86 o a fumare un Trinidad”, ammonisce patron Beppe Acquaroli.
Si spende meno e si beve molto bene al Donizetti sulla “Corsarola”, donizetti.it e 035.242661: più di 700 etichette e un plotone di finger-food alla bergamasca che può assoldare crostini al gorgonzola e miele e tome d’alba con formaggio cremonese.
Chi invece in città alta si fa piegare a un trattamento da pascià, per sé, la sua lei e le fauci di entrambi, fila spedito all’Osteria di Via Solata, osteriaviasolata.it e 035.271993: assistito da una profonda cantina, in questi giorni il grande Ezio Gritti ha in carta sì la tradizione di una cassouela (cotta in pentola di pietra), ma soprattutto l’arditezza di una Morbidezza in tre consistenze (testina di vitello, gamberi dell’Adriatico e mandarini cinesi kumquat), di un Caldo e freddo di cavolfiori e broccoli con caviale o di una Beccaccia allo sparafucile (servita con scaloppa di foie gras e salsa al cioccolato). Degustazione da 5 piatti a 67 euro. Da provare a pranzo. Per chiudere il weekend cine-gastronomico a passeggiare tra i magnifici sentieri architettonici di una città alta in grande spolvero.