Bergamo, tunisino ammazza l’amica e poi chiama il 113

Alessandra aveva la testa piena di sogni. Frequentava una scuola d’arte e viveva a Predalunga, nel Bergamasco, dove con la famiglia era immigrata da Campobasso. Immigrata come l’uomo che ieri ha spento a coltellate le sue speranze di ventenne. Alessandra Mainolfi e Mohamed Safi, 21 anni lei, 25 lui, da qualche mese si frequentavano assiduamente, nonostante l’opposizione della madre di lei e il fatto che lui fosse sposato con una connazionale. E forse, proprio il desiderio di riallacciare il rapporto con la donna che gli aveva dato due figli ha scatenato la lite fatale. Ieri mattina l’immigrato, operaio in attesa di rinnovo del permesso di soggiorno, al culmine di un violento diverbio ha afferrato un coltello e ha colpito più volte la giovane all’addome. Poi ha chiamato il 113: «L’ho uccisa, venite a prendermi». Alessandra ha agonizzato ancora per mezz’ora, poi è morta.