Berlino, una porcilaia rovina l’atmosfera della foresteria del governo

I capi di Stato e di governo ospiti di Angela Merkel (nella foto in basso) dovranno presto rassegnarsi a respirare gli effluvi maleodoranti di una vicina porcilaia. Una cooperativa agricola di Gransee, un villaggio di 160 abitanti del Brandeburgo, sta infatti costruendo una porcilaia destinata ad accogliere 1.450 maiali, che da maggio grugniranno a pochi metri di distanza dal castello barocco di Meseberg, situato a 70 km da Berlino e dal 2007 foresteria ufficiale del governo tedesco. La vicenda ricorda quella ben più famosa, risalente al XVIII secolo, del mulino situato a due passi dalla reggia di Sanssouci, quando Federico il Grande di Prussia, infastidito dal rumore delle pale, tentò di farlo abbattere, ma si vide dar torto da un giudice berlinese, poiché il mulino esisteva già prima che venisse costruito il castello. La stampa di Berlino dedica un grande rilievo alla polemica sulla porcilaia di Meseberg e si scatena con titoli sarcastici. «Puzza intorno al castello», titola il Berliner Zeitung, «Maiali per gli ospiti», ironizza il Tagesspiegel, con il Berliner Morgenpost che è più esplicito con il suo «Porcilaia accanto alla foresteria del governo». Davvero furioso è Hans Heinrich von Srbik, presidente della «Fondazione Messerschmitt», che ha acquisito il castello di Meseberg dopo il crollo della Ddr e l’ha restaurato con una spesa di 25 milioni di euro, mettendolo poi a disposizione del governo tedesco come foresteria per un affitto simbolico di un euro all’anno. Un bel gesto rovinato dal tanfo e dai grugniti.