Berlino, preghiera contro un nuovo luogo di culto

da Berlino

«Democrazia sì! Califfato no!»: è quanto si legge su alcuni striscioni di un gruppo di berlinesi che ha avviato una veglia di protesta contro la costruzione di una moschea nel loro quartiere. Come riferisce il quotidiano tedesco Der Spiegel, lo scorso venerdì le autorità competenti hanno dato il nulla osta al movimento musulmano locale dell’Ahmadiyya per la realizzazione dell’edificio di culto a Heinersdorf, nella Berlino Est di un tempo, dove vivono pochi musulmani. Se in Germania ci sono già 17 moschee, questa sarebbe la prima nella zona orientale della città. Il progetto per la moschea è stato presentato nella primavera del 2005 e allora non ha suscitato scalpore. Da alcuni mesi, però, gli abitanti del quartiere, riuniti nel Gruppo dei Cittadini di Pankow-Heinersdorf (formato da 70 membri), si sono mobilitati sentendosi minacciati dall’Ahmadiyya.
Nella petizione presentata per bloccare la moschea, sottoscritta secondo i promotori da diverse migliaia di persone, venivano menzionati problemi come l’aumento del traffico, la svalutazione delle case, ma soprattutto si esprimeva il timore di una «società islamica parallela che avrebbe l’obiettivo di rovesciare l’ordine liberal-democratico». Fondata in India nel 1889, l’Ahmadiyya è assai diffusa a livello internazionale, con ramificazioni in 178 Paesi. In Germania l’Ahmadiyya ha circa 30mila membri e non viene considerato dalle autorità un problema per la sicurezza del Paese. La comunità di Berlino, di 200 musulmani, è guidata dall’imam Abdul Basit Tariq, di origine pakistana ma con cittadinanza tedesca.