Da Berlino a Roma la festa infinita dell’Italia campione

Materazzi replica a chi lo accusa di aver insultato Zidane: «Gli ho dato del terrorista? Non so nemmeno che cosa vuol dire». De Rossi: «Se avessi fallito il rigore mi avreste massacrato di nuovo»

Marcello Di Dio

da Roma

Fiumi di birra, musica ad alto volume, una maglia azzurra con sopra scritto «Campioni del mondo» e un numero 4, le quattro stelle e tutte le firme dei giocatori azzurri. La serata della festa è infinita, come infinita è la gioia dei 23 calciatori che saranno ricordati. Non salterà come Sandro Pertini, come rivela lui stesso, ma il presidente della Repubblica Napolitano beve la birra con gli azzurri, canta «Ohi vita, ohi vita mia» insieme alla squadra e fa una foto di rito con la Coppa, Cannavaro e il ct Lippi. Poco prima cori di entusiasmo per il ministro Giovanna Melandri e all’uscita dagli spogliatoi un bagno di birra anche per alcuni giornalisti. Più fortunati altri cronisti, ai quali Gattuso concede l’onore di sollevare il trofeo, mentre Materazzi attraversa di corsa la zona mista con uno stereo acquistato al Media World di Duisburg e Notti magiche di Bennato e la Nannini sparata come se si fosse in discoteca.
L’attesa a Duisburg, al Landhaus Milser, è febbrile. E quando il pullman della nazionale giunge poco dopo le 4 del mattino, la passerella è tra due ali di folla con la Coppa del mondo in bella vista. All’interno dell’hotel, la festa continua: intorno alle 4.45, la squadra è a tavola per un breve pasto con i familiari. Stavolta, a scorrere a fiumi, è lo spumante.
C’è addirittura chi – lo confesserà la mattina dopo capitan Cannavaro – farà il bagno nel Laghetto dei Pensieri mentre su Duisburg sta per spuntare l’alba del nuovo giorno. Sonno corto per gli azzurri: letto toccato alle 7.30, pasto intorno alle 13.30 e via all’aeroporto di Düsseldorf per il rientro in Italia. I familiari dei giocatori e dello staff tecnico arrivano alla spicciolata: Valentina Zambrotta legge i voti del marito sui pochi giornali ancora disponibili nelle edicole dello scalo tedesco, Jessica Grosso confessa di aver guardato il rigore del marito, Daniela Materazzi è alle prese con i tre bambini e ha in braccio Anna (nove mesi) che sorride a tutti quelli che la salutano.
Intanto il piccolo Totti (un mese più giovane di Anna) riposa nella carrozzina: lui ancora non lo sa, ma passerà alla storia come il più giovane spettatore di una finale mondiale. Lo assiste mamma Ilary. L’Eurofly delle 16 subisce un ritardo di quasi un’ora. E quando inizia le fasi di decollo i vigili del fuoco di Düsseldorf, in segno celebrativo, bagnano con una pompa l’aeromobile. È ora di tornare a casa in un charter strapieno: non c’è l’atmosfera ovattata dell’82 quando il presidente Pertini, Bearzot, Bruno Conti e Zoff disputavano una partita a scopone con la Coppa in bella vista. Il trofeo, stavolta, trova posto (e non potrebbe essere diversamente, visto che nell’aereo non c’è un buco libero) nella cabina di pilotaggio.
Totti gioca con il figlio Cristian, che ride mentre il papà lo solleva in aria. Una delle hostess gli porge il biberon caldo e Francesco lo lascia a Ilary. «Fatemi parlare con mia moglie e fatemi guardare negli occhi mio figlio, poi con calma deciderò», dice il capitano romanista sul suo proposito di lasciare la nazionale.
Cannavaro, intanto, punta De Rossi: nella serata del Mondiale ha già tagliato il codino a Camoranesi e rasato a zero Gattuso e Materazzi. Ora tocca al romanista, uno degli implacabili rigoristi nella serata con la Francia. «Cosa ho pensato prima di tirare? Se lo avessi sbagliato, mi avreste massacrato un’altra volta», confessa De Rossi. Materazzi prepara il latte in polvere nel biberon per la piccola Anna e nel frattempo parla dell’episodio con Zidane: «Non ho nulla da dire e nulla di cui giustificarmi». Secondo l’agenzia France Press ha offeso la sorella di Zizou per poi ricevere la testata. Ma c’è chi dice che gli abbia dato del terrorista: «Non conosco il significato di questa parola, la mia vera terrorista è Anna», scherza Materazzi. Che sarà fra i primi a scendere dall’aereo mentre almeno 2.500 persone aspettano allo scalo militare di Pratica di Mare. Il delirio, anticipo di quanto accadrà al Circo Massimo, bloccherà per ore la strada attorno all’aeroporto. Il primo a scendere le scalette è Cannavaro con la Coppa. «Grazie», sussurra mentre aspetta i figli che sembrano spaventati da tanto affetto. «Sono al settimo cielo», confesserà Lippi. L’autobus che li porterà dal premier Prodi è pronto, gli azzurri mostrano il trofeo mentre le frecce tricolori sfrecciano in cielo disegnando i colori della nostra bandiera. Prima del bagno di folla al Circo Massimo. La festa infinita proseguirà fino a tarda notte.