Berlusconi, un 25 Aprile fra i terremotati di Onna

RomaAll’appuntamento del 25 Aprile Silvio Berlusconi ci tiene davvero. Non tanto perché sarà per la prima volta presente in via ufficiale alle celebrazioni della festa di Liberazione, quanto perché la crisi economica prima e l’emergenza in Abruzzo poi hanno dato il via a un momento di unità nazionale che non può essere lasciato cadere. Un’occasione, insomma, per un passo ulteriore verso «una coesione del Paese» che non è ancora compiuta. Per questo, dunque, sabato il premier parteciperà prima alla tradizionale cerimonia all’Altare della Patria insieme alle alte cariche dello Stato e poi, con ogni probabilità, volerà a Onna, il paese più colpito dal terremoto del 6 aprile, ma anche il luogo dove l’11 giugno 1944 le truppe naziste giustiziarono ben 17 civili. Il giusto punto d’incontro, insomma, tra passato e presente. Nella prospettiva di far diventare il 25 Aprile «un momento di unione senza innescarci sopra polemiche politiche» (così Paolo Bonaiuti). Anche se l’agenda del premier resta in progress e non sono del tutto escluse destinazioni alternative.
Nonostante le buone intenzioni, però, seppure in privato e con i suoi collaboratori, Berlusconi non abbia nascosto un certo fastidio per «il gran dibattito» che si è aperto sui giornali sulla sua decisione di partecipare alle celebrazioni.
Tanto che Osvaldo Napoli, vicecapogruppo del Pdl alla Camera, non perde l’occasione per polemizzare: «Ma chi è Franceschini per fare l’esame e rilasciare patenti di democrazia a questo e negarne a quello?».
Eppoi, ragionava qualche giorno fa il Cavaliere sempre in privato, non dovrebbero essere «le tre elezioni vinte» (contro Occhetto, Prodi e Veltroni) e il «consenso personale oggi senza precedenti» la miglior patente di democrazia? E invece ancora ieri Dario Franceschini rilanciava, pronto a cavillare con la lente d’ingrandimento sul discorso che terrà Berlusconi il 25 Aprile: «Dica parole molto chiare e non solo formali su antifascismo e Resistenza».
Sul punto, però, il premier non ha alcuna intenzione di aprire dispute. Il 25 Aprile, confidava ieri ai suoi collaboratori, «le polemiche le lasceremo tutte alla sinistra». Con cui non è escluso che il Cavaliere possa avere un faccia a faccia proprio a Onna, visto che già da qualche giorno il segretario del Pd ha fatto sapere che avrebbe festeggiato lì la Liberazione. La stessa scelta fatta ieri anche da Pier Ferdinando Casini. Onna, insomma, potrebbe diventare una sorta di nuovo simbolo del 25 Aprile.
Mentre a via dell’Umiltà si è tenuta ieri la seconda giornata di full immersion per le venti possibili candidate alle Europee con tanto di lezione del ministro Renato Brunetta, il premier ha invece dedicato il pomeriggio a illustrare al commissario Ue al Commercio Margareth Ashton le iniziative della presidenza italiana del G8 per il rilancio del negoziato sul Doha Round. Berlusconi, infatti, è convinto che il commercio internazionale possa svolgere un ruolo chiave per il superamento dell’attuale crisi e per il rilancio dell’economia su scala globale.
Anche per questo il premier ha assicurato al commissario Ue che l’Italia si impegnerà contro il rischio-protezionismo.