Berlusconi: "Il 25 aprile sarò a Onna" Napolitano: "Non sia festa di parte"

Il premier al mattino all'Altare della Patria quindi sarà a Onna, il paese dell'Aquilano maggiormente colpito dal terremoto e teatro di una strage nazista. E il presidente della Repubblica chiede unità. Orlando (Pd): "Anche Franceschini ci sarà. E il nostro segretario lo aveva già stabilito".
Il leader dell'Idv non ci sta: "Della Liberazione non gli interessa nulla"

Roma - Un omaggio all’Altare della Patria, la mattina presto, e una visita a Onna, il paese dell’Abruzzo maggiormente colpito dal sisma del 6 aprile. È questo, a quanto si apprende, il programma ancora non definitivo del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per le celebrazioni in occasione del 25 Aprile. Ieri il premier ha confermato di voler celebrare la ricorrenza senza però precisare dove. Al momento, secondo quanto riferito da fonti della maggioranza, il programma sarebbe però quello di un omaggio al Milite Ignoto e poi di una visita nel paese dell’Abruzzo.

Il Pd: "Ci va già Franceschini" "Siamo lieti che il presidente del Consiglio abbia deciso di celebrare la ricorrenza del 25 aprile a Onna. È lo stesso luogo in cui, già sabato scorso all’assemblea degli amministratori del Pd, aveva annunciato la sua presenza il segretario del Pd, che successivamente sarà anche alla grande manifestazione nazionale di Milano". Lo dichiara il portavoce dei democratici, Andrea Orlando. "Se la notizia fosse confermata, sarebbe la riprova, contrariamente a quanto hanno sostenuto forse troppo zelanti esponenti della destra, che l’invito rivolto da Franceschini a Berlusconi a partecipare alla festa della Liberazione - conclude - era giusto e doveroso".

Franceschini: "Dica parole chiare" "Chiedo a Berlusconi parole chiare e inequivocabili sui valori della Resistenza, dell’antifascismo e della Costituzione. Il 25 aprile deve essere la festa di tutti, purché non ci siano ipocrisie": lo ha detto il segretario del Pd, Dario Franceschini, sul "Treno per l’Europa" in viaggio da Torino a Parigi. "È un paradosso - ha continuato - che in Italia ci sia bisogno di questo dibattito. Gli avversari politici negli altri paesi europei partecipano insieme alla commemorazione dei momenti fondativi delle loro nazioni. È un paradosso - ha detto ancora Franceschini - che Berlusconi partecipi per la prima volta al 25 aprile 15 anni dopo l’inizio della sua carriera politica. È imbarazzato dalla storia di partiti della sua coalizione". Sull’indiscrezione secondo la quale anche Berlusconi si recherà a Onna il 25 aprile, Franceschini ha puntualizzato di aver annunciato la sua presenza fra i terremotati del paese abruzzese già il 18 aprile. "Lo saluterò" ha risposto Franceschini a chi gli ha chiesto cosa farà nel caso incontri il 25 aprile in Abruzzo il presidente del Consiglio.

Di Pietro non ci sta "Quella di Berlusconi è un’ipocrisia allo stato puro. Non gliene frega nulla di partecipare alla ricorrenza della Liberazione, vuole solo strumentalizzarla ai fini del consenso e questa è una frode". Lo ha detto il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. "Il 25 aprile - ha aggiunto Di Pietro - rappresenta una data storica seria, che ci ha liberati dal fascismo. Chi pratica, predica e si riconosce nella dittatura, non deve partecipare perché è un atto ipocrita e offensivo". Secondo Di Pietro "il governo di Berlusconi e Berlusconi stesso riduce gli spazi della democrazia e pratica attività che ci riportano a una nuova dittatura".

Napolitano chiede unità "Il 25 aprile non è festa di una parte sola" ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano inaugurando la Biennale della Democrazia. "I valori dell’antifascismo e della Resistenza - ha aggiunto - non restarono mai chiusi in una semplice logica di rifiuto e di contrasto, sprigionarono sempre impulsi positivi e propositivi e poterono perciò tradursi con la Costituzione in principi e in diritti condivisibili anche da quanti fossero rimasti estranei all’antifascismo e alla Resistenza. Questo è un punto sul quale insistere. La Costituzione non è una semplice carta dei valori. È legge fondamentale e legge suprema anche e innanzitutto nel segnare i limiti entro cui può svolgersi ogni potere costituito e viene disciplinata la stessa volontà sovrana del popolo".