Berlusconi accelera sulla giustizia: "La Costituzione si può cambiare"

"La Costituzione si può cambiare e poi l’ultima parola spetta ai cittadini", lo ha dichiarato il presidente del Consiglio riferendosi alla riforma della giustizia. Poi ha precisato che il numero dei soldati italiani in Afghanistan non aumenterà

Roma - Il governo è pronto a fare la riforma della giustizia, cambiando anche la Costituzione. Poi spetterà ai cittadini decidere. A sottolinearlo è stato il premier Silvio Berlusconi durante la presentazione del libro di Bruno Vespa al Tempio di Adriano.  Berlusconi ha spiegato come procedere sulla riforma della giustizia: "La Costituzione si può cambiare e poi l’ultima parola spetta ai cittadini. Ci sono due votazioni con sei mesi di tempo l’una dall’altra. Poi a decidere se la riforma sarà giusta saranno i cittadini. Questa è la democrazia".

"Non invieremo soldati" Il premier è intervenuto anche sulla presenza dei nostri militari in missione di pace a Kabul e frena sull'ipotesi fatta dal ministro della Difesa La Russa a propsito dell'invio di altri 600 uomini nei primi sei mesi del 2009 a Herat, in particolare a Farah. Nella sua audizione alle commissioni Esteri e Difesa del Senato, il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, aveva fatto sapere che "il personale italiano in Afghanistan potrebbe raggiungere la consistenza di circa 2800 unità".  L’Italia non aumenterà il contingente in Afghanistan e non ha in programma di far tornare le proprie forze armate in Iraq. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi citando i contenuti del suo incontro ieri con il generale David Petraeus, a cui fanno capo le operazioni Usa in Medio oriente e Asia. "Ieri con Petraeus non ho assolutamente fatto segno a un ritorno delle nostre forze armate in Iraq e non ho parlato di un incremento delle nostre forze in Afghanistan", ha detto Berlusconi. Poi il premier ha voluto ribadire la funzione peace keeping della missione precisando che "l’Italia non ha partecipato alla guerra. Le bombe sulle Serbia le ha autorizzate D’Alema. In Iraq l’Italia ha partecipato alla costruzione di una nuova democrazia insieme ad altri 35 Paesi".

Alle europee con questa legge
"Credo di si". Così il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, ha risposto a Bruno Vespa che gli chiedeva se si voterà alle elezioni europee con la legge elettorale attuale. Questo, spiega il premier, perchè "dopo che la sinistra aveva detto di accettare" un dialogo basato su liste bloccate, "ha cambiato parere, accusandomi di essere un dittatore".

Clima: veto se lede interesse paese "I nostri ministri stanno lavorando sul pacchetto clima. C’è un accordo", a cui ha dato il via libera anche la Fiat. Ma se dovesse essere leso l’interesse del nostro paese siamo pronti a "esercitare il potere veto: non esiterò a farlo", ha dichiarato il premier:

"Il mio esecutivo come il paradiso"
Silvio Berlusconi trova delle similitudini tra il nuovo libro di Bruno Vespa "Viaggio in un’Italia diversa" e la Divina Commedia. Alla presentazione a piazza di Pietra il presidente del Consiglio ha ammesso di non aver letto tutto il libro, ma do averne scorse alcune parti: "Mi ricorda il passo del poema dantesco, anche qui c’è un nuovo inizio: c’è l’inferno, il purgatorio e il paradiso". Vespa lo iha interrotto per chiedere: "Il paradiso sarebbe lei?". "Il paradiso - ha replicato Berlusconi sorridendo -, sarebbe il governo attuale che promette all’Italia quel cambiamento che è davvero necessario". Poi Berlusconi ha assicurato che leggerà per intero la nuova opera del giornalista durante le feste di Natale e ha invitato i presenti in sala a "ordinare 30, 40, 50 copie a testa per fare un originale regale di Natale". Non sono mancati i complimenti all’autore che, ha ricordato il premier, non usa il registratore e riporta fedelmente le sue frasi nel libro. "Vespa è veramente bravo", ha sottolinea in chiusura Berlusconi invitando la platea ad un applauso.