Berlusconi acclamato tra foto e abbracci: «Impulso a fare di più»

La gente chiede autografi e lo invoca: «Santo subito». E lui promette: «Proverò a risolvere i problemi di tutti»

da Roma

La folla dei Fori Imperiali Silvio Berlusconi l’aveva già salutata qualche minuto prima, salendo come ormai d’abitudine sul predellino della macchina e dispensando sorrisi e strette di mano. Poi, vista anche la pioggia battente, si era rifugiato nella Thema grigia che avrebbe dovuto portarlo fino a Palazzo Grazioli, solo qualche centinaio di metri in linea d’aria. Il corteo, però, rimane bloccato nel turbinio di auto blu che stanno lasciando i Fori. E così il Cavaliere decide di cedere alle insistenze di una ragazza tutta riccioli che è riuscita a bucare il servizio di sicurezza e che è lì davanti al finestrino della sua auto. «Presidente, presidente, una foto...». Il Cavaliere, seduto sul sedile posteriore abbassa il vetro e le stringe la mano. Ma lei insiste: «Solo una foto...». E come si fa a dire di no. Via, di nuovo in strada. E scattata l’agognata foto fa pure la gioia del suo caposcorta: «Si va a piedi». D’altra parte, avrà pensato il premier, prima di passare il resto della giornata a preparare il summit della Fao e la sfilza di bilaterali in programma oggi, un po’ di svago ci sta bene. Per la disperazione della scorta, preoccupata di recuperare gli ombrelli e far fronte alla muraglia umana che circonda il premier.
Alla fine, a percorrere i quattrocento metri che lo separano da Palazzo Grazioli ci metterà quaranta minuti. Dispensando sorrisi, strette di mano, saluti e rassicurazioni. Per tutti. C’è chi chiede un lavoro per il figlio e chi una casa, chi teme per i rifuti di Napoli e chi pensa che i cittadini debbano vivere più sicuri. «Ci proverò, ci proverò a risolvere i problemi di tutti...», promette Berlusconi. Financo un ragazzino armato di telecamera arrampicatosi sulle spalle del padre urla «Silvio, Silvio». E il Cavaliere non esita a prenderlo in braccio. Ancora foto, ressa e la pioggia che va avanti a venir giù. Ogni passo c’è una mano da stringere, un foglio su cui fare l’autografo. E c’è pure chi si fa un po’ prendere dall’entusiasmo se una signora inizia a gridare «Santo subito».
Arrivato ormai in piazza Venezia risale sul predellino della Thema e di nuovo a salutare. Ma non è finita. Solo qualche centinaio di metri e in via del Plebiscito la scena si ripete. Berlusconi scende dall’auto e saluta i sostenitori che lo aspettano all’ingresso di Palazzo Grazioli. Altri dieci minuti e la promessa a un napoletano («preside’, è chieno ’e munnezza») di non scordarsi dell’emergenza rifiuti. «Verrò a Napoli tutte le settimane», assicura Berlusconi. «È stata una cosa emozionante - si sofferma con i giornalisti prima di entrare a casa - che mi spinge a lavorare ancora di più». La luna di miele con gli italiani, dunque, continua. E a dire il vero pare sempre più solida se non solo chi fa parte del suo entourage da anni ma pure i cronisti che lo seguono da tempo ne sono rimasti colpiti.
Dopo il bagno di folla, però, ad attendere Berlusconi c’è una vera e propria full immersion diplomatica. Oggi, infatti, il premier ritorna di fatto sulla ribalta internazionale, con una lunga serie di bilaterali di peso che si incroceranno con il vertice Fao di Roma sulla sicurezza alimentare. Dove il Cavaliere è atteso alle 8.50 di mattina, visto che in veste di ospite dovrà accogliere prima il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e poi gli altri partecipanti. Alle 13.40, invece, è in agenda un colloquio con il premier spagnolo Josè Luis Zapatero che, tra le altre cose, dovrebbe servire a lasciarsi definitivamente alle spalle le recenti polemiche sull’immigrazione. Alle 15.30, invece, avrà un faccia a faccia a Palazzo Chigi con il presidente francese Nicolas Sarkozy. Sul tavolo ci sarà certamente il patto sull’immigrazione che Parigi vuole far sottoscrivere a tutti i 27 membri dell’Ue durante il suo semestre di presidenza. I punti salienti dovrebbero essere il sostegno all’immigrazione regolare e all’integrazione (per esempio, con l’apprendimento della lingua del Paese ospite) ma anche espulsioni più rapide. Nel tardo pomeriggio, poi, sarà la volta del bilaterale con il premier giapponese Yasuo Fukuda. La maratona diplomatica, però, si chiuderà solo a tarda sera, dopo la cena offerta a Villa Madama dal governo italiano e dal segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon.