Berlusconi accusa i pm e la sinistra: "Vogliono farmi fuori fisicamente"

Il Cav denuncia gli attacchi politici, mediatici e giudiziari che da oltre diciassette anni
le opposizioni e la magistratura continuano a sferrare pur di farlo
fuori: "Mi azzannano da tutte le
parti ma io vado avanti". L'ultimo assalto è alla Mondadori: "Il lodo, raggiunto con la tessera del Pd di Carlo de Benedetti, è una rapina a mano armata"

Milano - "Mi azzannano da tutte le parti ma io sono convinto di essere nel giusto e vado avanti per la mia strada". E' un Silvio Berlusconi combattivo quello che interviene al convegno dei cofondatori del Pdl rigettando gli attacchi politici, mediatici e giudiziari che da oltre diciassette anni le opposizioni e la magistratura continuano a sferrare pur di farlo fuori. Dall'aggressione fisica a due passi dal Duomo di Milano ai 31 processi messi in piedi dai giudici, fino al fango mediatico gettato per screditare l'immagine del premier all'estero. Ed ora anche l'attacco patrimoniale granzie al lodo raggiunto con "la tessera numero uno del Pd, Carlo de Benedetti". "Ho giurato che nessuno dei fatti sul quale i magistrati hanno costruito i processi che mi riguardano corrispondono a realtà - assicura il Cavaliere - alla fine ci sarà un giudice a Berlino. Non sono mai stato preoccupato".

Il prossimo passo della maggioranza - che il premier vuole portare a quota 330 deputati contro i 297 dell'opposizione - è la riforma giudiziaria. Una riforma fondamentale per la rimodernizzazione del Paese. Dopo un anno di critiche il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha lasciato il Pdl per fondare un partito di opposizione. "Finchè c’è stato lui non è stato possibile fare la riforma della giustizia - svela il capo del governo - perché c’era un patto tra lui e i magistrati che gli garantivano protezione, mentre lui garantiva a loro che non sarebbe mai passata dalla Camera una riforma sgradita ai magistrati e che solo quando Berlusconi non ci fosse stato più lui avrebbe discusso con i giudici una riforma della giustizia".

E' proprio dai magistrati che, da quando il Cavaliere si è messo in politica, arrivano gli assalti più efferati. I numeri parlano da sé: 31 processi e 103 indagini con cui le toghe stanno addosso a Berlusconi gettando nel fango l'immagine dell'Italia e del premier all'estero ("La mia immagine è diventata peggiore di quella di Al Capone"). L'ultimo tentativo è proprio l'assalto patrimoniale. Sul lodo Mondadori - raggiunto con "la tessera numero uno del Pd, Carlo de Benedetti" - è stata, infatti, tentata una "rapina a mano armata" riconoscendo all'Ingegnere ammontano a 750 milioni di euro contro i 250 milioni di valore della maggioranza della Mondadori. "Dopo avere attentato alla mia vita con un chilo e seicento grammi di marmo - spiega il Cavaliere - hanno tentato anche un assalto patrimoniale e un giudice singolo ha formalizzato una sentenza sul lodo Mondadori che non esito a definire una rapina a mano armata".

L'aggressione con la statuetta del Duomo, i 31 processi, l'assalto patrimoniale e la diaspora dei finiani fanno parte di un unico disegno. "I comunisti hanno sempre considerato la storia come una lunga marcia verso una società senza classi e considerano non solo un diritto, ma un dovere eliminare anche fisicamente chi avversa questa lunga marcia - spiega il premier questo fa dell’ideologia comunista la più disumana e criminale dell’intera storia dell’uomo". Per Berlusconi, infatti, in Italia "la sinistra è rimasta comunista" dal momento che "i grandi capi di oggi erano protagonisti giovani nel 1989, e non hanno mai cambiato idea o rinnegato il loro passato". "Se guardiamo come fanno l’opposizione ne abbiamo la conferma: tutto ciò che fa il governo è male e va avversato - continua il Cavaliere - non hanno altro modo di comportarsi che quello di calunniare e insolentire la maggioranza e usare i loro giudici per far fuori gli avversari che considerano nemici".

Dopo aver bacchettato il "coaffondatore" Fini, Berlusconi ribadisce l'unità tra i confondatori del partito indicando le linee guida che detteranno l'azione di governo nei prossimi mesi. Dal quoziente familiare entro il 2012 alla difesa delle nostre frontiere, dal rilancio dell'economia alla riforma della giustizia. Proprio su quest'ultimo punto il Cavaliere ricorda la necessità di separare gli ordini, abolire i partiti nella magistratura e introdurre la responsabilità civile. Ne è la riprova la la Corte Costituzionale che da organo di garanzia è diventato un organo politico che boccia le leggi impugnate dai magistrati di sinistra. Proprio per questo, è il ragionamento del premier, è necessario che "anche i giudici che sbagliano e non pagano mai iniziano ad assumersi le proprie responsabilità". Tra le norme da rivedere c'è anche la regolamentazione delle intercettazioni, vera differenza tra la libertà e lo stato di polizia. "Non è uno Stato libero e civile quello in cui il cittadino non ha la sicurezza di non essere intercettato quando alza il telefono e di ritrovare le sue parole il giorno dopo sui giornali - puntualizza Berlusconi - questo è il contrario della libertà è stato di polizia".

Ma il primo obiettivo di Berlusconi resta vincere le elezioni amministrative di maggio. Quindi, toccherà alla riorganizzazione del partito attraverso convegni che gli daranno un nuovo slancio.