Berlusconi accusa il premier: "Con lui è tornata l’Italietta"

il leader di Forza Italia contro Prodi e la "sinistra antiamericana": "gesto d'inciviltà democratica impedire di andare a Sant'Egidio". La battuta sul vertice del G8: «Penso che manchi una persona saggia come me...»

Genova - Silvio Berlusconi e Romano Prodi se li scambiano a distanza i primi colpi di fioretto sul più che mai scontato strascico di polemiche che già oggi accompagnerà la visita del presidente americano George W. Bush (nella foto, Berlusconi con Bush alla Casa Bianca nel 1996). Uno da Genova, l’altro dalla Germania a polemizzare sulla mancata visita dell’inquilino della Casa Bianca a Trastevere, dove avrebbe dovuto incontrare la Comunità di Sant’Egidio. Con il Cavaliere che non esita a dirsi «sdegnato» e il premier a spiegare che la scelta è dovuta esclusivamente a «ragioni logistiche».
Secondo Berlusconi, però, il punto è un altro. Perché, dice arrivando all’Hotel Bristol di Genova per la chiusura della campagna elettorale per il ballottaggio alla Provincia, «la colpa è di questa sinistra antiamericana» e il cambio del programma è da addebitarsi al timore di manifestazioni anti-Usa che potrebbero rendere la situazione esplosiva. «Una cosa inaccettabile», attacca il leader di Forza Italia. E ancora: «Una cosa di cui mi vergogno perché avviene per la visita della più grande democrazia del mondo che ci ha dato la dignità e la libertà». Insomma, «siamo tornati un’Italietta». Secondo il Cavaliere, infatti, «si può avere simpatia o antipatia per un presidente democratico o per un presidente repubblicano», ma «impedirgli di incontrare i membri della Comunità di Sant’Egidio è un gesto di inciviltà democratica assoluta».
E pure se da Heiligedamm Prodi fa sapere di aver parlato con il presidente americano e di averlo trovato «molto tranquillo» perché «il problema è drammatizzato solo in Italia» la polemica sulla visita di Bush a Roma che si concluderà domani mattina già infuria.
Con Forza Italia a chiedere un dibattito parlamentare al Senato. «Stiamo toccando il fondo - attacca il capogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama, Renato Schifani - perché dopo il discredito raggiunto per la trattativa con i talebani, il governo italiano colleziona l’ennesima brutta figura internazionale con il presidente degli Stati Uniti».
E per questo, aggiunge, «chiederemo un dibattito e un voto dell’aula del Senato la prossima settimana». Una cosa, replica il centrosinistra per bocca del capogruppo del Prc Giovanni Russo Spena, «del tutto inutile». Secondo Schifani, però, l’esecutivo dovrebbe «riferire sui fatti che hanno indotto Bush a rivedere il calendario della sua visita a Roma» e «spiegare qual è la sua linea politica nel rapporto con gli Usa». Il tutto, ovviamente, «anche alla luce della partecipazione di autorevoli esponenti della maggioranza alle manifestazioni anti-americane» in programma oggi.
Quando, non c’è dubbio, il duplice faccia a faccia del presidente americano - prima a Palazzo Chigi con Prodi, poi a Villa Taverna con Berlusconi - non potrà non alzare il livello della polemica tra maggioranza e opposizione. Anche alla luce di come si svolgeranno le manifestazioni contro Bush.
Di questo, però, il Cavaliere non vuole parlare. Come pure è cauto sui temi al centro del suo incontro con il presidente americano. E ai cronisti che gli chiedono se gli illustrerà la situazione della politica italiana risponde laconico: «Non credo ce ne sia bisogno, la vedrà con i suoi occhi». Se la cava con una battuta, invece, quando gli chiedono dei recenti dissapori emersi tra Stati Uniti e Russia a proposito dello scudo stellare. «Mi sembra che le divergenze si vadano appianando. Comunque - dice - penso che a Bush e a Putin manchi la presenza di una persona saggia come potrei essere io...».