Berlusconi agli alleati: dobbiamo stare insieme, basta veti e ripicche

Il leader di Fi a Palermo e a Bari: "Il nuovo partito è pensato per unire
il centrodestra, con gli alleati vogliamo fare un percorso condiviso, sapevo che ci sarebbero state resistenze. Basta veti e ripicche&quot;. <a href="/a.pic1?ID=224555" target="_blank"><strong><font color="#ff6600">Fini: &quot;L'unità non si costruisce per adesione&quot;</font></strong></a>. <a href="/a.pic1?ID=224556" target="_blank"><strong>Bossi: &quot;Non vedo nulla di scritto, sono sospettoso&quot;</strong></a>.<strong> <a href="/sondaggio_1a.pic1?PID=29" target="_blank"><font color="#ff6600">Partito della libertà o Popolo della libertà? Vota e scegli</font></a></strong><br />

Palermo - "Con gli alleati dobbiamo stare insieme". Nella giornata dei gazebo per il referendum sul nome del nuovo partito e delle pre-iscrizioni, Silvio Berlusconi al suo arrivo a Palermo, in piazza Politeama, lancia un messaggio agli alleati. "La via Libertà - ha detto l'ex premier indicando la strada vicina alla piazza - ha molto a che fare con il nostro progetto". "Con gli alleati vogliamo fare un percorso condiviso. Dobbiamo stare tutti insieme. Il nuovo partito è pensato per questo obiettivo di unità. Bisogna eliminare ogni divisione tra alleati. Da Palermo parte l'avventura del più grande partito di chi vuole stare insieme".

"Mi aspettavo resistenze" Dopo l'annuncio del nuovo partito "mi aspettavo resistenze da parte degli alleati, ma so anche che esse verranno superate dall'entusiasmo della gente e dalla quantità di persone che si uniranno a questo progetto". "Vedendo l'insofferenza della gente che non si riconosce nella sinistra, alla fine le resistenze saranno superate", ha aggiunto Berlusconi. "Lo stesso processo di aggregazione si verificherà anche all'altra parte politica, che conta di raccogliere consensi intorno al Partito democratico".

"Basta veti e ripicche" "La gente vuole che tutti noi stiamo uniti, che tutti coloro che appartengono al campo dei moderati e dei liberali e non si riconoscono nella sinistra, la smettano di litigare, la smettano con i veti, con i distinguo, con le ripicche e con i ricatti". Da palermo a Bari, proseguendo il suo tour per il Pdl, Berlusconi ha poi ribadito: "Dobbiamo stare tutti insieme e rappresentare i liberali e i moderati d'Italia su questa nuova formazione del popolo che ha questi due bellissimi nomi". "C'é posto, c'é spazio, c'é ruolo e gloria per tutti coloro che - ha concluso - in buona fede e con buona volontà volessero partecipare a questa grande venuta di libertà e di democrazia".

"Le riunioni? Se c'era uno non veniva l'altro..." Dopo il risultato delle elezioni nazionali "un alleato della Cdl ha cominciato a muovere critiche, ad isolarsi, a non rispondere ai nostri appelli: io non sono riuscito a convocare più un vertice della Cdl a cui partecipassero tutti gli alleati". Così Silvio Berlusconi ha spiegato a Bari il disfacimento della Cdl definita nei giorni scorsi dallo stesso leader di Forza Italia "un ectoplasma". "Quando c'erano delle riunioni informali - ha sottolineato - se c'era uno al tavolo non ci voleva venire l'altro: se c'era Rotondi non veniva Cesa; se c'era Cesa non veniva Rotondi. E così, ultimamente, anche per quanto riguarda la destra. Per questo ho detto che, purtroppo, nell'ultimo anno e mezzo la Cdl era diventato un ectoplasma, cioé qualcosa che non esiste più".