Berlusconi ai pessimisti: "Il governo va avanti anche con due sconfitte"

Il premier a Napoli: &quot;Escludo conseguenze sull’esecutivo in caso di risultato sfavorevole ai ballottaggi. Nei prossimi due anni ci impegneremo per realizzare le riforme&quot;<br />

nostro inviato a Napoli

La sua presenza è invocata a gran voce da Gianni Lettieri e da tutti i dirigenti locali del Pdl, decisi a giocarsi la partita di Napoli fino all’ultimo voto. Silvio Berlusconi accetta la sfida, mette da parte i consigli di chi lo invita alla prudenza e decide di metterci la faccia, arrivando nella città partenopea per l’atto finale della campagna elettorale del candidato sindaco del centrodestra: la grande festa con Gigi D’Alessio in piazza del Plebiscito.
L’appuntamento è di quelli ad alto rischio alla luce di una campagna elettorale segnata da una lunga serie di azioni di disturbo nei confronti dei candidati di centrodestra con le regole del confronto pubblico sostituite da una sequenza di piccole e grandi intimidazioni. Una abitudine odiosa degenerata giovedì con l’incendio doloso che ha colpito l’ufficio elettorale di Lettieri. L’allarme dunque è altissimo. Ma Berlusconi decide comunque di salire sul palco e di rispondere alla sollecitazione del «re dei neomelodici» che dal palco chiede a lui e a Lettieri di farsi garante del rispetto delle promesse elettorali. Il premier raccoglie subito l’invito di Gigi D'Alessio e mette subito in campo la prima promessa che ha tutto il sapore della rassicurazione calcistica: «Innanzitutto giuro davanti a tutti voi che il Milan non comprerà Hamsik. Hamsik non si tocca», dice riferendosi al calciatore del Napoli, oggetto del desiderio di tante squadre. Poi passa agli impegni più seri e concreti: «Napoli dopo 18 ani di cattiva gestione ha bisogno di essere aiutata dal governo centrale. Per questo sospenderemo la tassa sui rifiuti fino a quando la città non sarà interamente ripulita. Lettieri ha la capacità amministrativa per guidare questa città. Mentre sicuramente non può governare Napoli un pm che non ha mai amministrato neanche un negozio di cozze e che è stato trasferito per incapacità».
La giornata napoletana del premier era iniziata, però, già nel tardo pomeriggio con una serie di interviste ad alcune tv locali in cui aveva lanciato un analogo allarme sul rischio De Magistris per la città partenopea. «De Magistris è un demagogo che parla di cose che non conosce. Il suo operato è stato censurato anche dai suoi colleghi. Ha fallito come magistrato e, se verrà eletto, fallirà anche come sindaco». Sulle responsabilità del clima di violenza che ha segnato queste giornate, Berlusconi ha pochi dubbi. «A Napoli sono stati i centri sociali ad innescare gli episodi di violenza. A Milano, a causa del clima avvelenato provocato dalla sinistra, è finita addirittura all’ospedale la madre di un nostro sostenitore. Noi non abbiamo mai replicato a queste provocazioni». L’attenzione del premier è rivolta, però, anche alle emergenze che Napoli si prepara ad affrontare e alla necessità di offrire rassicurazioni su uno dei temi più delicati e controversi di questa campagna elettorale: gli interventi sull’abusivismo edilizio. «Stiamo per varare un provvedimento per fermare gli abbattimenti fino a fine anno».
Questa volta, però, Berlusconi immette nel dibattito un elemento nuovo: la promessa che si lavorerà per cercare di arrivare a una «legge speciale per Napoli», in grado di assicurare un più facile accesso alle risorse per le grandi opere. «Nel programma di Lettieri c’è un piano molto concreto, spiega, grazie al quale «i giovani saranno nella possibilità di trovare lavoro nella città. Il governo si è impegnato per la legge speciale su Napoli destinando risorse per le grandi opere, per i parchi, per le nuove case. Terremo fede alla promessa».
Sullo sfondo i temi caldi del dibattito nazionale. Il possibile trasferimento di alcuni ministeri o Dipartimenti in città del Nord e del Sud, per esempio. Ma soprattutto la promessa che il governo resterà saldo anche dopo il voto, comunque finiscano i ballottaggi. «Le polemiche sono state dettate esclusivamente dal clima elettorale. Lo stato di salute della maggioranza è buono. Una possibile crisi di governo qualora si perdesse? Lo escludo nel modo più categorico. Pochi giorni fa abbiamo ottenuto l’ennesima fiducia alla Camera. Il governo nei prossimi due anni realizzerà le riforme: fisco, giustizia e architettura dello Stato. So bene che la riforma la cui esigenza è più avvertita dai cittadini è quella del fisco. Ma, consentitemelo, serve anche la riforma della giustizia perché è arrivato il momento di liberarci da quella che è una vera e propria oppressione giudiziaria».