Berlusconi ai suoi: «Rigore e fermezza Cruciali i primi mesi»

Il premier definisce «storico» il vertice di Napoli: «È finita l’epoca dei privilegi. Scelte dolorose, ma basta incertezze»

nostro inviato a Napoli

«Lo Stato c’è e agirà con determinazione». Nella conferenza stampa che segue un Consiglio dei ministri che in apertura di seduta Silvio Berlusconi non esita a definire «storico», il premier torna più volte sulla necessità di intraprendere senza esitazioni la via del rigore. D’altra parte, spiega ai ministri riuniti nel salone della prefettura, «in questi mesi dobbiamo mettere le basi per la ripresa economica». Perché i governi riformatori «concentrano la loro azione nel primo anno» mentre gli altri «sono di assestamento». Così, a più riprese e declinato nei diversi provvedimenti approvati, il Cavaliere insiste sulla linea della fermezza. Sui rifiuti, per esempio, tanto che «le discariche diventeranno aree di interesse strategico nazionale». Insomma, siti militari presidiati dall’esercito. Così, delle «cinque discariche individuate in tutte le province della Campania» non sarà resa nota l’ubicazione fino alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Un modo per cercare di evitare che ancora una volta vengano occupate dalla protesta di «pochi organizzati». Per Berlusconi, insomma, è arrivato il momento di «fare piazza pulita delle incertezze», anche adottando «scelte dolorose e difficili».
E lo stesso rigore lo si ritrova nel pacchetto sicurezza, dove l’unico tentennamento è per la questione badanti, sollevata da Mara Carfagna durante il Consiglio dei ministri. «Se mia nonna si vede arrestare la badante non diamo certo una bella immagine», fa presente il ministro delle Pari opportunità. Considerazione su cui Berlusconi concorda, tanto che il problema sarà affrontato in Parlamento con un emendamento mirato al disegno di legge. Sul punto interviene anche il ministro del Welfare Maurizio Sacconi perché, dice, «dobbiamo stare attenti a far sì che non diventi una sorta di sanatoria». Anche secondo il premier, infatti, sarebbe solo un segnale di cedimento, in contrasto rispetto alla linea della fermezza seguita in questo inizio legislatura. Meno concilianti, invece, i toni della polemica tra Roberto Maroni e Ignazio La Russa sull’opportunità di usare l’esercito contro i clandestini e per garantire la sicurezza delle discariche. Battibecco stoppato da Berlusconi con un sonoro «ora basta». Tanto che il ministro della Difesa preferirà non partecipare alla conferenza stampa.
Fermezza, dunque. Non solo sull’illegalità ma pure sul fronte economico. L’accordo con l’Abi sui mutui, infatti, è frutto sì di una moral suasion del Cavaliere. Ma pure di quella che scherzando Berlusconi definisce la fiscal suasion di Giulio Tremonti. «Ha minacciato di mandargli la Finanza», scherza il premier durante la conferenza stampa. Una battuta che in verità nasconde una decisa presa di posizione del ministro dell’Economia, tanto che ai cronisti che gli chiedono quale alternativa fosse stata prospetta al sistema bancario risponde in maniera eloquente: «Nessuna... ». Per Berlusconi, dunque, è il momento di «agire con determinazione» su tutti i fronti - anche sul nucleare - perché, confida a un ministro, «le rendite di posizione non sono più tollerabili». Per questo durante il Consiglio dei ministri è tornato a invitare tutti alla «morigeratezza». Perché «gli italiani ci guardano» e «abbiamo davanti una grande occasione». Per dirla con le parole di Tremonti, «nel ’94 e nel 2001 erano in tanti a scommettere sulla superiorità culturale del centrosinistra, oggi mi pare che le cose siano cambiate». E il segno della svolta sta anche nei dettagli, come la scelta - a cui sta tenendo fede - di parlare solo nelle occasioni istituzionali. «L’epoca dei privilegi - confiderà in serata ormai rientrato a Roma - è finita».