Berlusconi: "Alitalia resti italiana"

Il leader del Pdl fa chiarezza dopo le polemiche sui nomi della cordata: &quot;Solo indiscrezioni. Il tempo per l'alternativa c'è&quot;. Veltroni attacca: &quot;A che numero di smentita siamo?&quot;. Bossi: &quot;Cordata? Miracolo che solo Silvio può fare&quot;. AirOne: nessun incontro tra Toto e Passera. Di Pietro ancora all'attacco. <a href="/a.pic1?ID=250716" target="_blank"><strong>Ermolli: &quot;Da Berlusconi incarico di trovare soci italiani&quot;</strong></a>

Roma - "I nomi apparsi sui giornali (relativi alla presunta cordata italiana su Alitalia, ndr) sono indiscrezioni e supposizioni da parte giornalistica". Lo ha detto Silvio Berlusconi arrivando all’assemblea di Confartigianato. "Mi hanno accusato di insider trading, ma io non ho e non ho mai avuto azioni di Alitalia. Sono loro - ha aggiunto il Cavaliere - che trattano a borse aperte, non si fa una trattativa senza tenere conto degli azionisti".

"Governo incapace" "Ancora una volta - aggiunge il leader del Pdl - appare l’incapacità di questo governo di affrontare situazioni importanti e delicate. Il fatto di avere aperto una trattativa con un solo soggetto, Air France, in costanza della permanenza in Borsa di Alitalia è qualcosa veramente di imperdonabile. Infatti esistono anche su queste indiscrezioni giornalistiche fluttuazioni del valore delle azioni inaccettabili".

"Appello agli imprenditori" "Non cambiamo le cose - aggiunge Berlusconi riferendosi a dichiarazioni attribuitegli relativamente ai nomi che farebbero parte della cordata - intanto non si deve fare una trattativa con un solo soggetto escludendo tutti gli altri con una società quotata in Borsa. Io facendo il mio dovere non solo di leader politico ma di italiano ho lanciato un appello agli imprenditori italiani che avessero l’orgoglio di mantenere una propria compagnia di bandiera e non farsi colonizzare da un altro paese".

"Sinistra nervosa" E a chi gli ricorda che molti lo criticano per aver parlato dell’argomento in campagna elettorale, il Cavaliere replica: "In campagna elettorale si deve parlare solo di quello che fa comodo ai comunisti? Prima mi ero tenuto in disparte perchè non sembrava che ci fosse una colonizzazione, sembrava che ci fosse una trattativa per un accordo alla pari tra Air France, Klm e Alitalia. Tutti gli italiani che hanno un minimo di orgoglio nazionale questa cosa l’hanno capita, eccetto i signori della sinistra, che peraltro vedo molto nervosi".

"La compagnia resti italiana" "L’Italia non può rinunciare ad una sua compagnia di bandiera. Lo esige la sua posizione geografica, il suo sistema industriale, la sua vocazione turistica Per questo, da italiano che ha a cuore le sorti del suo Paese, ho lanciato un appello a tutti gli imprenditori perchè sentissero l’orgoglio di garantire la sopravvivenza e il rilancio di Alitalia". Lo ribadisce il Cavaliere in una nota nella quale puntualizza: "Il mio, naturalmente, non è stato un appello generico e vuoto, ma un tentativo serio e generoso di trovare una soluzione ad un problema complesso e complicato. Perciò - spiega il leader del Pdl - dopo l’appello ho fatto verificare a dei consulenti di grande livello la possibilità di realizzare quella che è stata impropriamente definita una 'cordata'. E cioè come, quando e a quali condizioni gli eventuali partecipanti avrebbero dovuto o potuto manifestare il loro consenso e la loro adesione. Inoltre, come è ben noto, tutto questo non potrà mai avvenire fin quando è in corso la procedura della 'trattativa in esclusiva' con Air France".

"Il tempo c'è" C’è tutto il tempo perciò di condurre in porto le esplorazioni e i contatti già avviati dai consulenti e nessuno è autorizzato a scambiare questi contatti come decisioni già assunte o peggio manifestate". "Le indiscrezioni sui nomi - ribadisce il leader del Pdl - non sono certamente mie, come è ovvio, ma di chi evidentemente ha interesse a far fallire un’ipotesi alternativa all’offerta di Air France che, alle attuali condizioni, non ho esitato a definire inaccettabile e umiliante per l’Italia e per i lavoratori della compagnia di bandiera".

Di Pietro: "Denuncerò Berlusconi" "L’Italia dei Valori presenterà una denuncia alla Procura della Repubblica al fine di accertare se vi siano gli estremi di reato nelle dichiarazioni di Berlusconi sul caso Alitalia". È quanto dichiara il ministro delle infrastrutture e leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. Valuteranno i giudici "se tali dichiarazioni - prosegue Di Pietro - abbiano prodotto alterazioni o turbato il mercato, visto che un giorno sì e l’altro pure egli ha fatto credere che vi fosse una cordata pronta a rilevare la compagnia di bandiera, prima che ci fosse una proposta alternativa concreta e vera. Se vi siano stati, quindi - conclude l'ex pm- reati di aggiotaggio e insider trading".

Veltroni "Quale smentita fa? A che numero di smentita siamo?". Così Walter Veltroni, leader del Pd, a margine del forum annuale della Confagricolturta a Taormina, si limita nel commentare le parole di Silvio Berlusconi sulla vicenda Alitalia.

Le indiscrezioni Stamani sul quotidiano La Stampa erano comparsi i nomi di alcuni imprenditori che avrebbero detto sì all'ipotesi di una cordata per salvare la compagnia di bandiera. Si parlava di Ligresti, Benetton, Mediobanca e anche dell’Eni. A rivelarlo sarebbe stato il Cavaliere, secondo il quotidiano torinese. "Io pensavo - riportava l'articolo della Stampa citando Berlusconi - che la trattativa in cui si è impegnato il governo portasse ad una fusione con Air France. Tipo quello che è avvenuto con la Klm. Insomma, pensavo che si creasse un polo franco-italiano. Ma questa è un’acquisizione e basta, e io non ci sto. Come facciamo a dare la nostra compagnia di bandiera ai francesi che sono forti nei nostri stessi settori: dal turismo alle opere d’arte, alla moda. È una follia. Questo è un argomento sentito. Capisco che Veltroni non ne voglia parlare visto che il suo governo è quello che ha combinato questo pasticcio. Ma l’Alitalia è una questione importante".

Bossi: "Cordata? Miracolo che solo Silvio può fare" "Spero che Berlusconi riesca a convincere imprenditori italiani a recuperare l’Alitalia. Questo è un miracolo che può fare solo Berlusconi". Lo ha detto il segretario della Lega Nord, Umberto Bossi in un comizio questa sera ad Alessandria. A chi gli chiedeva quali notizie aveva sulla composizione della cordata della quale si parla, Bossi ha risposto: "Non ho notizie precise, però ci credo. Perchè se dietro c’è la più grande banca italiana qualcosa di vero c’è". "Sarebbe un miracolo perché - ha continuato il Senatur - gli imprenditori se c’è da guadagnare ci stanno, se c’è da perdere se la danno a gambe e di solito con le aziende aeronautiche non c’è da guadagnare; ecco perché sarebbe un vero miracolo".

Lupi: "Di Pietro? denunce fantasiose" "Non accettiamo lezioni da parte di un ministro dei Lavori Pubblici come Di Pietro che in materia di concessioni autostradali ha screditato il nostro Paese agli occhi dei mercati internazionali aprendo contenziosi ed infrazioni con la Comunuità Europea, creando turbativa di mercato su aziende quotate in Borsa e bloccando così milioni di Euro di investimenti nel settore". Così Maurizio Lupi, responsabile Infrastrutture di Forza Italia. "Di Pietro, invece di lanciare accuse assurde e prive di ogni fondamento - afferma - farebbe bene ad interrogarsi sulla ragione per la quale nei due anni in cui ha ricoperto il ruolo di ministro non ha minimamente contribuito a risolvere la delicata vicenda della nostra compagnia di bandiera". "In verità -aggiunge - ha fatto l’esatto contrario in quanto ci ha spacciato come esempi di privatizzazione aste che sono andate deserte perchè improponibili o per grandi affari proposte irricevibili come quella di Air France". "Forse Di Pietro - conclude Lupi - in preda ad una crisi di nervi, avendo preso coscienza del proprio fallimento come ministro, vuole tornare a vestire i panni del PM minacciando fantasiose denunce".

Monitoraggio della Consob La Consob ha in corso un attento monitoraggio dell’andamento del titolo Alitalia ed ha già effettuato gli interventi di competenza. Lo rivela una fonte della Consob aggiungendo che si tratta degli interventi effettuati più volte dalle autorità in questo periodo. Il titolo Alitalia ha chiuso oggi le contrattazioni a 0,64 euro, con una valorizzazione del 10,86% sulla chiusura di ieri.