Berlusconi all'attacco: "Ho chiesto Drogba e ora voglio Sheva"

Il presidente rossonero avvicina l'ucraino e allontana Eto'o. Quagliarella nel mirino del Manchester United. La Samp fissa il prezzo: "Servono 15 milioni". Corini alla Roma

Il dono della chiarezza. Silvio Berlusconi, presidente del Milan, nel calcio come in politica, ha il dono, raro, di parlar chiaro. «Ho messo i soldi sul piatto per Drogba, il Chelsea ha risposto picche, non intende venderlo». Fine delle trasmissioni? Neanche per idea. Perché adesso la questione del trasferimento del centravanti ivoriano torna alla stazione precedente, e cioè alla definizione di una intesa tra Drogba e il manager del Chelsea Peter Kenyon, dirigente operativo dopo l’uscita di scena di Abramovich. Anche il centravanti africano ama parlar chiaro: «Se non ci sono ambizioni da parte del Chelsea, io cambio campionato» il suo ultimatum. E il Chelsea, calcio-mercato alla mano, ha cambiato registro. Definito ieri il terzo acquisto, un difensore del Bolton, 25 anni, Tal Ben Haim, israeliano: si è aggiunto a Pizarro (Bayern Monaco) e Sidwell. Un mercato di basso profilo, come si capisce. Se Drogba davvero vuole lasciare Londra e trasferirsi a Milanello, non ha che da discuterne con i suoi dirigenti. E solo ad accordo raggiunto e controfirmato, può richiamare in causa il Milan. Che è sempre pronto. «Ho messo i soldi sul piatto» la frase di Silvio Berlusconi è di quelle che lasciano il segno.
Non solo ma cancellano dall’orizzonte inglese ogni illusione di ritorno in rossonero coltivata da Andriy Shevchenko, il quale è abituato a lavorare col telefonino per tentare di scaldare la trattativa ormai tramontata, chiamando a raccolta un paio di croniste amiche. Deve rassegnarsi il caro Sheva. È vero, l’idea che Drogba possa prendere la sua maglia e il suo posto a Milanello, gli ha rovinato le vacanze e gli ha fatto perdere il sonno. Ma questo è il calcio-mercato: ha sbagliato lui un anno fa ad andarsene, adesso ne sopporti le conseguenze. Drogba è il primo della lista del Milan, seguito dal camerunense Eto’o per il quale bisogna attendere lunedì mattina prima di presentarsi a Barcellona per allacciare la trattativa col club presieduto da Laporta. Il Real aspetta al varco il Milan, interessato a Emerson, per chiedere Kakà. Che dilettanti: aspetteranno invano, al pari di coloro i quali continuano a fissare per lunedì lo sbarco dell’ex juventino. Perché da almeno due settimane il Milan ha cambiato indirizzo per il centrocampista e ha iscritto in cima al gradimento Edmilson che ha il doppio vantaggio di essere un centrale difensivo da schierare in alternativa a Kaladze.
Giorni di gloria per Fabio Quagliarella. La stampa inglese ha rilanciato l’interesse del Manchester United addirittura, a caccia di attaccanti sul fronte europeo. Il nuovo procuratore del napoletano, Silvio Pagliari, ha messo le carte sul tavolo. Con una offerta di 15 milioni di euro è possibile trascinarlo ovunque, persino in Inghilterra fa sapere. Nel frattempo Samp e Udinese hanno fissato un appuntamento (entro il 20 giugno) per riconfermare la comproprietà. Quagliarella ha espresso il gradimento a un’altra stagione in blucerchiato, d’accordo con Marotta e Mazzarri, nuovo tecnico. Marotta, ad della Doria, ha puntualizzato: «L’interesse del Manchester non è concreto». Come dire: chiacchiere.
Chi ha scelto invece di partire e di lasciare Milano e l’Inter è Alvaro Recoba, autore di una intervista al quotidiano spagnolo As nella quale ha dato notizia del colloquio «straziante» con Moratti avuto nei giorni scorsi e della sua decisione definitiva di lasciare Appiano Gentile, in rotta con gli allenatori che, secondo lo stesso Moratti, «non l’hanno mai valorizzato».
Altri affari in pillole: Falcone ha firmato col Parma, Corini è in attesa di una risposta dalla Roma che ha chiuso con Barusso, Floro Flores è passato dall’Arezzo all’Udinese, la Juve può annunciare oggi l’arrivo di Almiron dall’Empoli.