Berlusconi alle banche: «Aiutate le aziende»

RomaSi parte con il piano casa, si chiude con l’impulso del sistema bancario alle imprese, che deve «continuare a dare una mano alle aziende». In mezzo, il faccia a faccia con Gianfranco Fini, tarato su gioie e dolori dell’attività parlamentare (vedi voto con «minuzie» e modifica dei regolamenti) e sul percorso del nuovo partito unico, che avrà il suo battesimo a fine mese. E in chiusura la difesa dell’intesa con la Libia e l’ammissione delle colpe del colonialismo italiano: «Altro che italiani bravi gente, ne abbiamo fatte di tutti i colori», ha ammesso il premier durante la cena a Villa Madama dove ha riunito il gotha del settore creditizio e assicurativo, per fare il punto sulla crisi («il governo sta operando per fronteggiarla al meglio») e rilanciare il sostegno a industriali e pmi.
La giornata politica del Cavaliere prende avvio al mattino, quando a palazzo Grazioli fa il suo ingresso il titolare dell’Economia, Giulio Tremonti. Al centro del colloquio, le misure a favore dell’edilizia, già annunciate dal premier, che finiranno all’esame del Consiglio dei ministri di domani. Piano casa, dunque, ma anche infrastrutture. A seguire, infatti, Berlusconi riceve Massimo Ponzellini, presidente di Impregilo, che riferisce: «Abbiamo parlato di grandi opere, in particolare del Ponte sullo Stretto» per cui «si procede secondo i programmi».
E così, dopo una breve tappa a Villa Doria Pamphili - per visionare un plastico (circa due metri) dell’isola della Maddalena, dove a luglio si svolgerà il G8 - Berlusconi si confronta a pranzo con il presidente della Camera. Nel menù, un antipasto (nodo Rai) e due piatti principali: regolamenti parlamentari e road-map del Pdl.
Archiaviato il vis-à-vis, il Cavaliere si concentra sulla crisi economica. E lo fa a cena, quando ripristina gli incontri informali con la cosiddetta Italia del fare. A tavola, infatti, accompagnato da alcuni ministri (uno per ogni gruppetto d’ospiti), Berlusconi scambia opinioni e prospettive con i manager dei principali istituti bancari e assicurativi (Ina, Unipol, Alleanza), capitanati dal presidente dell’Abi, Corrado Faissola. E a loro rinnova l’appello affinché non restringano il credito alle aziende in questo momento di crisi. «Dovete continuare a dare una mano alle aziende», rimarca il Cavaliere. Insomma, non bisogna chiudere i rubinetti del credito, ribadisce il presidente del Consiglio, che nel corso della serata rivolge un invito ai commensali: «Diteci cosa possiamo fare in più rispetto ai 12 miliardi» - somma stanziata a favore del settore -.
«La crisi si può battere», è il motivo ricorrente del premier. «Il nostro compito - spiega - è diffondere la fiducia, perché con il pessimismo non si va da nessuna parte». Intanto, rimarca, il governo è al fianco dell’Italia che produce: «Io mi ricordo che da imprenditore vedevo il mondo della politica come un mondo distante, non c’era un giusto collegamento». Ma «adesso non è così». E il Cavaliere arriva al tema dell’accordo con la Libia: «Il governo ha fatto tantissimo per le imprese italiane all’estero». L’intesa con Tripoli «ha garantito la priorità alle imprese italiane nell’assegnazione degli appalti per la ristrutturazione del Paese». Un compito - dice - «niente affatto facile, perché in Libia ne abbiamo combinate di tutti i colori, certo non noi ma i nostri nonni». «Abbiamo messo 130mila persone nei campi di concentramento - spiega - bombe avvelenate nelle oasi, i nostri aerei hanno mitragliato questi poveracci».
Infine un riconoscimento a chi ha scommesso per evitare il fallimento di Alitalia. Rivolgendosi a Passera: «Lui e Colaninno si sono messi a capo di una cordata di coraggiosi, permettendo alla compagnia di bandiera di portare il turismo in Italia».