Berlusconi: "Alle europee niente preferenze" Napolitano: "Serve consenso sulla legge"

Il presidente del Consiglio, ribadisce il suo no alle preferenze: "Sarebbe eletto chi è più capace a farsi promozione". Il presidente della Repubblica mette dei paletti: sì alle preferenze, soglia di sbarramento bassa "per garantire il pluralismo". Veltroni: "Giusto richiamo di Napolitano"

Roma - Il premier torna a parlare della legge elettorale. "Se non sarà possibile non ci strapperemo i capelli". Ma Berlsuconi si dice convinto che non ci siano "divisioni" nel centrodestra. Possibile una retromarcia sulla legge elettorale europea? "Spero di no. Credo che la maggioranza tenga", risponde il Presidente del Consiglio, se vogliamo difendere gli interessi italiani dobbiamo andare avanti con questa riforma". Poi ha ribadito la sua idea sulle prefernze: "Voglio che in Europa ci vada gente altamente qualificata e che in tutte le ventitré Commissioni ci siano professionisti di ciascuna materia. Solo scegliendo noi chi va in lista saremo sicuri di avere una rappresentanza capace di difendere gli interessi italiani".

"Con le preferenze politica trasparente" Berlusconi, di contro, ha spiegato che "con le preferenze sarebbe eletto chi è più capace a farsi promozione e si tornerebbe inoltre al finanziamento della politica, che è esattamente il contrario di quanto chiedono gli italiani che vogliono una politica limpida, pulita e trasparente. Con le preferenze - ha concluso - si tornerebbe alla stagione precedente".

Napolitano: "Ampio consenso" Oggi Napolitano ha continuato a battere sul tasto del dialogo. "Ribadisco la convinzione, già espressa in precedenti occasioni, che quando si tratti di modificare regole tra le più importanti della competizione democratica quali sono quelle dei sistemi elettorali sia da ricercarsi un ampio consenso in parlamento". Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo ha sottolineato al termine dell’incontro con i rappresentanti di varie forze politiche riunite nel "Comitato per la Democrazia"

La nuova legge Il Capo dello Stato ha insistito sulla scelta diretta dei rappresentanti: "Modifiche in questo campo - ha proseguito Napolitano - sono state largamente riconosciute in questi anni come opportune e mature ed è stata riscontrata, nel recente passato, una preoccupazione condivisa circa l’esigenza di stabilire un più diretto legame tra gli eletti e i territori rappresentati, e di garantire un effettivo intervento dei cittadini-elettori nella scelta dei loro rappresentanti. C'è da augurarsi che tali esigenze formino oggetto di adeguata attenzione nel corso della discussione parlamentare sulle norme per l'elezione dei deputati italiani al parlamento europeo."

Il pluralismo Quindi Napolitano si è soffermato anche sulla necessità di abbassare lo sbarramento previsto al 5%: "E la massima attenzione dovrebbe essere egualmente prestata alla necessità, in particolare per la elezione del parlamento europeo, di non comprimere il pluralismo politico in quelle che sono sue significative espressioni, pur introducendosi disposizioni volte a evitare eccessi estremi di frammentazione nella rappresentanza dell’Italia all’assemblea di Strasburgo. Sono convinto che la discussione in parlamento possa essere aperta, senza rigidità, ad ogni proposta costruttiva".

Il Pdl "Il disegno di legge che noi della Pdl abbiamo presentato al parlamento rispetta rigorosamente il pluralismo" ha affermato oggi il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, commentando l’intervento del capo dello Stato sulla riforma della legge elettorale alle europee. "Il nostro testo - ha proseguito Cicchitto - mette con lo sbarramento del 5% fine a una certa frammentazione nel pieno rispetto delle forze veramente rappresentative più consistenti". Ha rincarato la dose Maurizio Gasparri, capogruppo al Senato: "Detto questo ribadisco che la proposta del Pdl di riforma della legge elettorale alle europee è equilibrata perché riprende quanto esiste già in tante parti d’Europa. Non viola il pluralismo".

Il Pd Walter Veltroni ha schierato il Pd sulla linea Napolitano: "Il presidente ha ancora una volta ragione. Ragione nell'auspicare che sulla legge elettorale si possa e si debba ricercare il massimo consenso. Come diciamo da mesi, sono anzitutto due i punti che devono essere modificati: l'abolizione del voto di preferenza, che ribadisce l'assurda decisione presa dal vecchio centrodestra nella passata legislatura, e rivedere la soglia di sbarramento che per noi non può essere superiore al 3%".