Berlusconi: "Alle urne vittoria certa anche con questa legge"

Il Cavaliere convinto che si andrà alle elezioni nella prossima
primavera: "Dopo il 14 ottobre diversi parlamentari della Margherità
entreranno in altre formazioni". L’elogio alla Brambilla: "Michela ce l’ha fatta, ora ha bisogno di un programma sostenuto per continuare"

da Roma

Davanti ai sette-ottomila che quasi riempiono il più grande dei padiglioni della Nuova Fiera di Roma, Silvio Berlusconi promuove Michela Vittoria Brambilla («alla fine ce l'ha fatta») e «benedice» i suoi Circoli della libertà, tanto da assicurargli «una quota rilevante di candidature» alle prossime elezioni politiche. Che, ripete il Cavaliere con sempre più convinzione ogni giorno che passa, «sono intimamente convinto si terranno in primavera».
Tanto che alla fine della kermesse, quando è già in macchina insieme alla Brambilla, il Cavaliere abbassa il finestrino e liquida così le aperture della Lega sulla riforma elettorale. «Loro - dice - si preparano a qualsiasi evenienza e preferiscono non chiudere definitivamente le porte. Ma non sanno quello che so io... ». Una battuta che secondo i pochi presenti non può che essere riferita a quella più o meno nutrita pattuglia di senatori della Margherita che - va ripetendo da settimane il leader di Forza Italia - «mi hanno dato ampie garanzie sul fatto di non voler più continuare a sostenere questo governo». D'altra parte, dice ancora, «ci sono molti senatori che si sentono a disagio» e quando «il 14 ottobre i Ds e la Margherita si scioglieranno nel Partito democratico, sono convintissimo che ci saranno diverse personalità elette con il simbolo della Margherita che si sentiranno sciolte da vincoli di appartenenza ed entreranno in altre formazioni o manterranno la propria autonomia votando secondo coscienza». Ragionamento che ormai va ripetendo da tempo, nonostante gli inviti alla cautela di molti alleati. Segno che evidentemente sul punto il Cavaliere non ha più dubbi.
Nel suo intervento dal palco - la cui scenografia è stata curata direttamente dallo staff del Cavaliere e al centro della quale troneggia un logo rotondo con la scritta «Circolo della libertà» - grande spazio Berlusconi lo dedica ai Circoli e alla sua presidentessa. Che per l'occasione, anche su suggerimento dell'ex premier, veste un tailleur nero e non porta orecchini. «Michela - dice l'ex premier - ce l'ha fatta. L'azzardo di prendere la sala più grande della fiera alla fine è stato vincente». E pure con qualche elemento innovativo se per la prima volta nella storia della politica italiana si è deciso - come accade sempre alle convention americane - di accreditare in sala stampa non solo i giornalisti ma anche i blogger (attraverso Tocqueville.it).
I Circoli, dice ancora Berlusconi che in più di un'occasione li paragona ai Club del 1994, «devono sostenere dal basso, anzi dall'alto dei cittadini, il sogno di vedere tutti i moderati e tutti i liberali d'Italia uniti in un grande partito delle libertà». Insomma, devono essere «protagonisti di una grande rivoluzione liberale». E per questo, «dopo essere nati i Circoli ora hanno bisogno di un programma sostenuto per continuare a esistere». Così, dice ancora Berlusconi, «riserveremo una quota rilevante di candidature a quelli dei Circoli che verranno fuori come nuova classe dirigente». E invita i presenti a proporsi come «difensori del voto. Hanno fatto sparire tutte le schede bianche, non deve più avvenire».
Il leader di Forza Italia cita poi l'ennesimo sondaggio. Il centrodestra, dice, è avanti all'Unione di 12 punti: «Siamo al 56% mentre le sinistre sono al 44. Mentre Romano Prodi è al 23% dei consensi contro il 63 del sottoscritto». E negativi sono anche i dati sulla popolarità dell'esecutivo, «fermo al 19,5%».
Anche per questo, forse, Berlusconi pare davvero convinto dell'imminenza delle elezioni. E l'attuale legge elettorale, aggiunge, non può essere un ostacolo: «C'è chi dice che così non si può votare. Niente di più errato». Anzi, «se si votasse adesso con l'attuale sistema elettorale, questi sondaggi, pure decurtati del 30%, dicono che avremmo un grosso vantaggio alla Camera e 39 senatori in più a Palazzo Madama».