Berlusconi anticipa la manovra "Così fermeremo la speculazione"

La ricetta anticrisi del Cavaliere: "Pareggio di bilancio nel 2013,
liberalizzazioni e riforma del mercato del lavoro. Il vincolo
dell’equilibrio nei conti sarà fissato nella Costituzione&quot;. La novità: <strong><a href="/interni/il_parlamento_resta_aperto_anche_agosto/06-08-2011/articolo-id=538740-page=0-comments=1#commenta">Camera e Senato aperti anche in agosto per il piano anticrisi del governo, Tremonti in Aula giovedì</a></strong>

Roma - Quattro pilastri per allentare la morsa della speculazione. Dopo l’ennesimo record dello spread tra Bund e Btp e la nuova flessione di Piazza Affari, il premier Silvio Berlusconi e il ministro Giulio Tremonti hanno deciso di opporre un «argine» agli attacchi speculativi. Fisco e crescita economica saranno i due punti cardine sui quali poggiare la controffensiva.

Da una parte è stato deciso di anticipare di un anno, al 2013, l’obiettivo fissato dal decreto manovra: il pareggio di bilancio che contestualmente diverrà in tempi brevi un vincolo costituzionale. Analogamente si intende varare entro settembre la delega assistenziale, parte fondamentale della riforma fiscale. Per stimolare la crescita si velocizzerà la riforma dell’articolo 41 della Costituzione sancendo che «è libero tutto ciò che non è espressamente vietato». È «la madre di tutte le liberalizzazioni», ha commentato il ministro Tremonti. E, soprattutto, si avvierà la grande riforma del lavoro annunciata dal ministro Sacconi. Il risultato è chiaro: i 48 miliardi di saldo della manovra andranno conseguiti nel triennio 2011-13. I 24 miliardi (4 miliardi il primo anno e 20 dal secondo) previsti dalla delega fiscale e assistenziale nel 2013-2014 arriveranno prima facilitando il pareggio.

«La situazione è molto difficile e richiede interventi concordati», ha esordito ieri sera il Cavaliere, in contatto costante con i leader mondiali, nel corso della conferenza stampa congiunta con Tremonti e il sottosegretario Gianni Letta. «C’è una particolarissima attenzione della speculazione su di noi», ha rimarcato e perciò «ci dobbiamo mettere un argine». Anche il titolare del Tesoro ha specificato che l’anticipo si è reso necessario perché «in un mese è come se fosse cambiato il mondo» e ciò che si pensava fosse sufficiente a luglio, oggi purtroppo non lo è più.

«Per arginare gli effetti della crisi il governo non intende varare manovre addizionali», ha sottolineato Tremonti precisando che «cambia solo la tempistica della manovra correttiva di finanza pubblica con l’anticipo al 2013». Tutto questo «a partire dalla delega assistenziale, prevista come normativa di rigore per il 2013-2014, che sarà sviluppata sul 2012-2013». In particolare, «si tratta di garantire ciò che si può dare a chi ha bisogno» e intervenire sulla selva di deduzioni, detrazioni e regimi di vantaggio attualmente ingiustificati. Gli «impatti riduttivi» saranno pertanto «del tipo falsi invalidi». Se ci sarà l’ok alla delega, «potrà essere fatta anche la riforma fiscale a saldi invariati», ha aggiunto il ministro. Ricordando che, in caso contrario, scatterà la «clausola di salvaguardia», ossia la deforestazione automatica della selva dei bonus che porterà in dote 20 miliardi.

Agosto di lavoro a «Palazzo Letta» come lo ha scherzosamente soprannominato il premier anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio ha ricordato che «Palazzo Chigi è sempre stato aperto ad agosto». Tanto più quest’anno, dovendo metter mano alla riforma della Costituzione alla Camera e al varo dello Statuto dei Lavori al Senato. «C’è un testo importante già elaborato, sarà presentato alle parti sociali», ha chiosato Tremonti senza scendere nei particolari. Anche se il collega Sacconi giovedì scorso aveva anticipato qualche contenuto come l’ulteriore rafforzamento della contrattazione aziendale e degli enti bilaterali imprese-lavoratori.
Berlusconi ha voluto anche chiarire che la scelta di velocizzare gli effetti della manovra non è stata dettata da istituzioni esterne come la Bce o la Commissione europea ma dalla necessità di «rispondere ad una emergenza dei mercati che non sono governati da nessuno, hanno una vita indipendente dalla realtà economica dei Paesi». A questo proposito, l’inquilino di Via XX Settembre ha aggiunto che la dichiarazione odierna del commissario Ue agli Affari economici Rehn è stata previamente concordata con Roma. Insomma, l’Italia non è un Paese sotto tutela come lo è stato negli anni ’70 e ’80, ma è un Paese che soffre - come ha rilevato Berlusconi - la «pesante eredità del passato che è l’elevato debito pubblico: il terzo-quarto del mondo, dopo Usa e Giappone e Germania ma, come più volte ha ricordato Tremonti, il nostro bilancio non è il terzo o quarto del mondo».

Un tale sforzo non può essere assunto da una parte sola. Il presidente ha confermato la disponibilità «a discutere con chi è portatore di idee di miglioramento», cioè con la parte più responsabile delle opposizioni. Resta, infatti, da definire la rimodulazione dei contenuti della manovra giacché al momento è difficile pensare che per l’anno in corso il saldo aggiuntivo richiesto possa essere contenuto ai 3,5 miliardi finora previsti.