Berlusconi apre al dialogo sulle riforme

Il Cavaliere: &quot;Non ho parlato di sistema tedesco, la legge elettorale non è un valore in sé e non appassiona i cittadini. Veltroni? Non ha interesse a difendere il governo&quot;. Fini e Casini: &quot;Aderiscano al nuovo progetto&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=223618">Napolitano: &quot;Collaborazione nell'interesse del Paese&quot;</a></strong>

Milano- Mancano tre giorni all’incontro tra Silvio Berlusconi e Walter Veltroni sulla legge elettorale. L’ex premier è a Milano e con i suoi è concentrato sulla costituzione del partito della Libertà. Berlusconi comunque è consapevole che ormai non c’è molto tempo per evitare il referendum. Lo ha detto ieri ad Umberto Bossi ribadendo l’intenzione di arrivare ad una modifica del sistema elettorale in parlamento.

Le due condizioni "La prima è la buona fede da parte di tutti", spiega il Cavaliere, "non bisogna avviare trattative sulla legge elettorale con la speranza di utilizzare il negoziato per guadagnare tempo o per stringere accordi trasversali". La seconda condizione è "prendere atto della necessità di andare al voto. Non perchè - osserva ancora il leader azzurro - questo sia materia di scambio con l’accordo sulla legge elettorale, ma semplicemente perchè è chiaro a tutti l’esaurimento di questa maggioranza".

Tempi del dialogo ristretti "I tempi del dialogo con Veltroni sono ristretti, molto ristretti", è il suo giudizio. "Le condizioni - ha spiegato l’ex premier in una intervista rilasciata al settimanale 'Tempi' in edicola giovedì 29 novembre - sono quelle di lavorare ad un sistema elettorale proporzionale, con un’alta soglia di sbarramento, che non cancelli il bipolarismo, ma lo renda più maturo e più efficiente".

Sistema tedesco? Anche spagnolo va bene Berlusconi si spinge anche oltre: "Io - dice - non ho parlato di sistema tedesco, anche se lo considero una delle soluzioni possibili, insieme a quello spagnolo, che fra l’altro a mio giudizio è semplice e più adatto alla situazione italiana. Ad ogni modo - prosegue il leader azzurro - dei metodi si può discutere: la legge elettorale non è un valore in sé, e tra l’altro non appassiona i cittadini".

Veltroni non ha interesse a difendere il governo "Sinceramente non credo che Veltroni abbia nessuna voglia e nessun interesse a difendere ancora un governo già morto, il governo più impopolare della storia della Repubblica. Non mi pare - prosegue - abbia la vocazione di certi soldati giapponesi, che continuarono a combattere per l’Imperatore non rendendosi conto che la guerra era finita da un pezzo. La data delle elezioni, certo - conclude Berlusconi - non può essere oggetto di trattativa: è una competenza esclusiva del Capo dello Stato. Ma prendere atto che una fase politica è finita, questo sì, è un atto di realismo che da Veltroni mi aspetto".

Fini e Casini aderiscano al nuovo partito "Fossi in loro aderirei subito al nuovo progetto". Berlusconi ribadisce che con o senza An e Udc, proseguirà sulla strada del nuovo partito, la cui assemblea costituente si terrà il prossimo 2 dicembre. Fini e Casini, spiega il presidente di Forza Italia, "faranno liberamente le loro scelte" perché "è chiaro che An e Udc rimangono i nostri alleati preferenziali, anche nelle amministrazioni locali. Se le prospettive politiche divergono, è giusto che ciascuno scelga la propria. Saranno poi gli elettori a valutare. È questa la semplice, preziosa regola della democrazia".