Berlusconi: "Aria di elezioni"

Berlusconi sicuro: &quot;E' ripresa la disinformazione e la procura si muove contro di me. Vuol dire che ci temono...&quot;. Poi chiude a Veltroni: &quot;Indisponibili al dialogo sulle riforme&quot;. &quot;Espulsioni, con certe modifiche potremmo votare sì&quot;. Il leader del Pd: <strong><a href="/a.pic1?ID=219225">&quot;Continuiamo a cercare il dialogo&quot;</a></strong>

Roma - "C’è aria di elezioni" almeno a giudicare dalla "ripresa della disinformazione" e dal fatto che "si muove la procura contro di me". Ne è sicuro, Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia. "A giudicare da come è ripresa la disinformazione - ha osservato l’ex premier poco prima di entrare in una riunione negli uffici del gruppo di Forza Italia della Camera - che mi fa dire cose che non ho mai detto e che la sinistra vorrebbe, ma che noi non vorremmo mai, come ad esempio un governo istituzionale che non farebbe bene al Paese, dico che c’è aria di elezioni. Certo che - ha aggiunto - se guardassimo al nostro interesse ci farebbe comodo che Prodi durasse ancora un po'. Ma siccome guardiamo all’interesse del Paese credo sia urgente cambiare e tornare dal popolo per avere un nuovo governo che duri una legislatura". Un fatto, ha concluso Berlusconi, è certo: "Quando si muovono la disinformazione e la procura vuol dire che ci sono le elezioni e che siamo temuti".

Prodi deve cadere "Wait and see". Aspettiamo e vediamo. Così il leader della Cdl ha risposto ai cronisti che, poco prima di entrare a Montecitorio, gli chiedevano se sia ancora convinto che il governo non supererà la Finanziaria. "Noi non siamo disponibili con questa situazione del parlamento e del Paese a rinviare il momento di nuove elezioni per un nuovo governo". "E un un passo indietro, sarebbe incoerente e di una stupidità assoluta", chiosa il Cavaliere chiudendo seccamente qualunque ipotesi che lo veda fare un passo indietro per consentire un accordo sulle riforme.

"Mai fatto pressioni su Napolitano" "Non ho mai telefonato al capo dello Stato, nè io nè altri del mio partito. Non c’è quindi nessun pressing", aggiunge poi il Cavaliere a chi gli chiede se sollecitare le elezioni non possa rappresentare una pressione rispetto alle prerogative del presidente della Repubblica. Il leader di Fi, al termine della riunione del gruppo del suo partito a Montecitorio, ribadisce: "Chiedendo le elezioni non si facciamo altro che interpretare sentimenti di una grandissima parte del paese".

"Espulsioni, con certe modifiche potremmo votare sì" Poi arriva l'apertura sula tema caldissimo della sicurezza. "Stiamo decidendo. Se verranno accettate certe modifiche potrebbe essere anche di sì». Così Silvio Berlusconi risponde a chi gli chiede se il centrodestra è pronto a votare il decreto sulle espulsioni. "È ancora un problema - aggiunge - su cui stiamo lavorando".

"Veltroni? Capo di una casta" Il neo segretario del Pd Walter Veltroni "è il capo di una casta" mentre i "veri sconfitti" nella nascita del nuovo partito sono "Rutelli, Parisi e tutta la Margherita". Lo ha detto il Cavaliere parlando ai deputati di Forza Italia riuniti questa mattina a Montecitorio. "Veltroni è capo di una casta di professionisti della politica", avrebbe proseguito Berlusconi "capace solo di curare gli interessi delle loro clientele". Secondo il Cavaliere "non hanno più alcun riferimento ideale" e nemmeno più padroni della situazione: "Al Senato - avrebbe aggiunto il presidente di Forza Italia - 50 senatori della sinistra estrema tengono sotto scacco 108 profesionisti della politica".