Berlusconi attacca il Pd: "Non fate brogli" E Veltroni replica: "Lui avvelena il clima"

Il Cavaliere a Omnibus: "Lealtà repubblicana? Veltroni prometta di non fare brogli, come l'ultima volta". Il leader del Pd a Porta a Porta: "Chi parla di queste cose solo quando perde non può governare il Paese"

Roma - Scontro all'arma bianca. Corpo a corpo. A poche giorni dall'apertura dei seggi Silvio Berlusconi e Walter Veltroni abbandonano i panni dei contendenti politically correct, ripongo il (troppo) fair play che ha contraddistinto questa campagna elettorale e si attaccano. Faccia a faccia. A vicenda. L'argomento sono i brogli. "Spero che Veltroni prometta che la sinistra rinuncerà a usare le schede bianche per fare brogli che vengono dalla scuola delle Frattocchie. Brogli che nelle scorse elezioni, nel 2006, le hanno consegnato la vittoria per un pugno di voti. Se si impegnasse davanti all’Italia potremmo cominciare a pensare un po' meno male di lui" inizia Silvio Berlusconi parlando a Omnibus, su La7.

La richiesta del Cavaliere Al termine della trasmissione, Berlusconi ha in mano un foglio "che - specifica - non è una lettera ma un appello a Veltroni". Lo legge: "Dopo la decisione di far votare gli italiani con schede che generano confusione, ed è l’ultimo pasticcio e prova di incompetenza e mancanza di buon senso che ci viene data speriamo per l’ultima volta da questo governo, credo che sia giusto che Veltroni si assuma davanti al popolo italiano l’impegno di garantire la regolarità del voto, rinunciando a ogni tentativo di broglio e appellandosi a tutti i presidenti di seggio affinché le schede bianche, come prevede la legge,m vengano subito bollate al momento dello spoglio per evitare che qualcuno nottetempo le riempia alterando il risultato delle elezioni". Il leader del Pdl chiede "che si adotti finalmente il sistema previsto dalla legge dello spoglio delle schede una a una. Nelle scorse elezioni in molte sezioni tutte le schede sono state rovesciate sui tavoli dividendone l’esame tra gli scrutatori. Questo può portare ad infinite irregolarità".

Stoccata al Pd Berlusconi apre il fuoco contro Veltroni tornando sulla lettera di ieri sulla Costituzione, definita "una brutta scivolata, un passo falso perché Veltroni non ha titolo per dare patenti di lealtà repubblicana". Su Radio Anch’io il Cavaliere ha definito più volte la missiva "irricevibile" anche perché inviata "da uno che è erede del partito comunista. La considero - dice il leader del Pdl - una grossa caduta di gusto, di stile e una chiara ed evidente ignoranza. Il candidato Berlusconi è stato davanti a due diversi presidenti della Repubblica e ha giurato fedeltà alla Costituzione in tre diverse occasioni e sarò molto onorato di andare la prossima volta per lo stesso giuramento di fronte al presidente Napolitano". Il Cavaliere non tralascia neppure l’operato di Veltroni nella capitale affermando che "al Comune lo chiamano sor bugia" e poi le critiche alle parole di Veltroni sul comunismo. «Ha detto recentemente -ha ricordato Berlusconi- che il comunismo, tutto sommato, è un’ideologia positiva, che è stata semplicemente male realizzata".

Veltroni risponde "Mi faccia dire una cosa severa: le pare che Berlusconi possa governare il Paese? Dal ’94 parla di brogli che si realizzano solo se perde. Bisogna finirla perché è una messa in discussione per creare tensione". Durissima la replica del leader del Pd. "Noi stiamo parlando qui - afferma Veltroni - della vita del Paese e lui è ancora rimasto ai brogli. Io gli propongo un patto per la realtà repubblicana e lui parla ancora di comunismo. È un altro mondo, generazionalmente diverso, che se vincesse farebbe altri disastri a questo Paese".

E contrattacca "Come tutto quello che Berlusconi fa da 15 anni, che mette il paese sotto stress, sotto tensione, lo ha indebolito, lo ha fiaccato, lo ha messo nell’impossibilità di correre in un clima di serenità e unità. Come l’accusa di brogli, che dimostra con chi abbiamo a che fare, con chi denuncia i brogli - sottolinea il leader del Pd - solo quando perde pur avendo due arrestati per brogli nel proprio schieramento. Credo che queste frasi siano la conferma di un modo di fare la campagna elettorale che dovrebbe appartenere ad un altro tempo perché ha già fatto dei disastri spaventosi per l’Italia". Veltroni ricorda che Berlusconi "ha governato sei anni, il doppio di Prodi. Mi dica se il paese è cambiato, se si innovato, se è stato unito e sereno? Sono solo capaci di seminare odio, contrapposizione e passato. Anche per ragioni generazionali vivono nel passato".