Berlusconi attacca: "Spazzatura, c’è un intreccio tra stampa e Pm"

Il Cavaliere smentisce di aver appoggiato Ricucci nella scalata alla Rcs: &quot;Su di me e Letta solo sciocchezze&quot;. Poi aggiunge: finirà in un nulla di fatto come nel ’94, con l’avviso di garanzia notificato dai giornali. <a href="/a.pic1?ID=186505"><strong>&quot;Direi di tutto per uscire di cella&quot; e Ricucci parlò di aiuti bipartisan</strong></a>

Roma - Furibondo. Chi ha occasione di sentire Silvio Berlusconi dopo la sua durissima smentita alla pubblicazione dei verbali in cui Stefano Ricucci racconta di aver lanciato la scalata al Corriere della Sera con il placet del Cavaliere e di Gianni Letta, dice di non ricordarlo tanto infuriato da mesi e mesi. Uno stato d’animo che in qualche modo emerge anche tra le righe della secca smentita che Paolo Bonaiuti affida in tarda mattinata alle agenzie. Senza note scritte questa volta, ma per essere il più tempestivo possibile direttamente con una telefonata all’Ansa. Berlusconi bolla come «spazzatura» quanto riportato ieri da Corriere, Repubblica e Stampa e parla di «un grave rischio che minaccia ormai da troppi anni la vita civile in Italia». Un «malvagio circuito di veleni», aggiunge, un «perverso intreccio tra certa magistratura e certi settori della grande stampa che tanto male ha già provocato - e io lo so per esperienza diretta - e altro potrà provocare». Per questo «abbiamo il dovere di fermare questo degrado». E, aggiunge, lo dobbiamo fare «nel Parlamento sovrano, con l’accordo di tutti, nell’interesse degli italiani e dell’Italia». Un’invito, quello del Cavaliere, che segue a un durissimo j’accuse contro i tre quotidiani che ieri riportavano i verbali di Ricucci che, «a forza di esercitarsi nel gossip si spingono ormai fino alla spazzatura». Sul merito della vicenda è categorico: «Sciocchezze, solo sciocchezze». E ancora: «Saranno i legali a occuparsi di chi maliziosamente cerca di travestire il nulla assoluto come fosse una notizia, la cui pubblicazione è comunque vietata per legge». E ai suoi confida furibondo: «Finirà come con l’avviso di garanzia che mi fu notificato a mezzo stampa sul finire del ’94, con un nulla di fatto». D’altra parte, fa notare un senatore molto vicino all’ex premier, «a differenza del caso Unipol dove i vertici dei Ds sono messi a nudo dalle intercettazioni, qui siamo davanti solo alla deposizione di Ricucci». Una persona, aggiunge il parlamentare azzurro, «che lo stesso Corriere fino a ieri ha considerato un mitomane e che è improvvisamente diventato tanto autorevole da dedicargli la prima pagina».
Sul caso, a certificare quanto il momento sia delicato, interviene pure uno normalmente schivo come Letta. «L’indagato come l’imputato - dice l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio - ha anche il diritto di mentire. I millantatori lo fanno per natura e, ovviamente, per interesse. Ma la verità è un’altra e per fortuna non difficile da dimostrare». Letta dice di non aver «mai incontrato Ricucci, né conosciuto, incoraggiato, o tantomeno benedetto l’operazione Rcs alla quale sono sempre stato estraneo e distante». E, aggiunge, «ho fatto di tutto perché estraneo e distante rimanesse sempre anche Berlusconi, come in effetti è stato, anche a costo di irritare chi avrebbe voluto il contrario».
Parla di «stagione dei veleni» anche Gianfranco Fini. Perché «la divulgazione dopo due anni delle dichiarazioni di Ricucci rende sempre più lecito domandarci come mai si sia aperta una stagione di calunnie e falsità che colpisce a 360 gradi il sistema Italia, gettando nel tritacarne mediatico personalità come Francesco Caltagirone». Insiste il leader di An: «Non amiamo le teorie dei complotti, ma ci sembra indubbio che l’Italia è in una situazione che avvantaggia solo chi persegue interessi in conflitto con quelli nazionali». E sulla stessa linea è il coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi, secondo il quale c’è «un clima torbido» che alla lunga potrebbe far sì che «si sfibri il tessuto della nostra democrazia». Perché, dice l’azzurro Osvaldo Napoli, «l’offensiva è partita qualche mese fa con la campagna sui costi della politica e oggi prosegue cercando di far passare i partiti, tutti o quasi, come delle lobbies finanziarie». Con un solo obiettivo: «Gettare discredito sulla classe politica e azzerarla».