Berlusconi atterra sul Milan: "Sheva, dacci un segnale. Pato a gennaio"

Il presidente arriva in elicoterro al raduno. Esclude Ronaldinho: "Se il presidente del Barça lo vende deve espatriare". Annuncia: "Una stella arriverà". E su Kakà: "Non si muove di qui"

Milanello - "Già così potremmo dirci sicuri di ben figurare il prossimo anno, però stiamo trattando per due attaccanti, due campioni, e confidiamo che almeno uno possa giocare con noi". Mancano solo i nomi. Ma non serve un indovino. Il primo è il bomber espressamente richiesto da Carlo Ancelotti, Samuel Eto'o. Il secondo è il figliol prodigo che il presidente vorrebbe riportare a casa, Andryi Shevchenko. Uno dei due. Silvio Berlusconi non è voluto mancare alla conferenza stampa di presentazione del Milan al raduno di Milanello, atterrando alle 12 sopra il centro sportivo in elicottero. Berlusconi, dopo aver ricordato che fino ad ora il mercato del Milan è stato solo "in uscita" senza alcun grosso acquisto, ha spiegato che la squadra ha tre grandi attaccanti "Ronaldo, Inzaghi, Gilardino più Kakà". Berlusconi ha quindi sottolineato il ruolo di Ronaldo: "E' ancora giovane e sono sicuro che ha voglia di ben figurare e dimostrare che è ancora un campione".

Pato sì, Sheva questione di cuore Il Milan sta invece pensando di acquistare una giovane promessa brasiliana, il diciassettenne Pato. Berlusconi ha sottolineato che è "una bella promessa, lo stiamo guardando con attenzione e siamo certi del suo valore. Per noi è un giocatore su cui puntare". Ma, chiarisce, solo da gennaio. E poi il capitolo del cuore, quello che riguarda Shevchenko e del suo raporto personale con il giocatore. "Ha voluto lasciarci per motivi personali - ha detto - e adesso lo riprenderemmo volentieri. Sappiamo però, vista la sua età, che l’offerta che noi saremmo i grado di avanzare al Chelsea può sembrare improponibile ed ecco quindi che aspettiamo un segnale dal giocatore".

Niente Ronaldinho "Se il presidente del Barcellona dovesse vendere Ronaldinho dovrebbe poi espatriare...". Ha risposto così il presidente del Milan Silvio Berlusconi alle richieste di un acquisto eccellente, in particolare del fuoriclasse brasiliano dei blaugrana, da parte dei tifosi accorsi a Milanello per il raduno dei rossoneri. Rispondendo al grido "il presidente sotto la curva", Berlusconi è andato a stringere le mani a numerosi dei tantissimi tifosi presenti oggi all’inizio del ritiro del Milan. "Ho girato tutta l’Italia nel corso dell’ultima campagna elettorale - ha detto Berlusconi - e tutti mi dicevano di acquistare Ronaldinho. La verità è che il presidente del Barcellona mi ha detto che non solo se lo avesse venduto avrebbe dovuto rinunciare alla presidenza della società ma che avrebbe anche dovuto espatriare".

Kakà non si muove Dopo le smentite di Galliani sulle mani lunghe del Real Madrid su Kakà arriva anche quella di Berlusconi. "Tutta aria fritta, tutte invenzioni dei giornali. Kakà è un simbolo del Milan e noi auspichiamo possa concludere la sua carriera con noi". Poi il presidente ha ripercorso la sua avventura in rossonero, che, con quella che sta per iniziare, è lunga 22 stagioni. Sotto la presidenza di Berlusconi e il Milan in questi anni ha vinto 24 trofei, di cui 13 in Italia e 11 in Europa. Il cuore del presidente batte per la Champions League: "Siamo stati in finale 8 volte - ha ricordato - abbiamo vinto sei volte, ma in una circostanza non abbiamo perso per demeriti sportivi. Contro il Marsiglia, è stato dichiarato anche dai giocatori interessati, c’era in campo una squadra in modo diciamo così non normale. Anche in quella occasione, quindi, la vittoria doveva essere nostra".