Berlusconi: "Avanti con le riforme E adesso l'opposizione collabori"

Il premier, in un messaggio audio ai Promotori della Libertà, parla a tutto campo e ribadisce la forza e la coesione della maggioranza di governo. Poi rivolge un invito all'opposizione: "Collaboriamo insieme alle riforme del Paese, noi andremo avanti fino alla fine della legislatura"

Milano - Convinto di portare a termine la legislatura, di avere una maggioranza più forte e più coesa e di averla nonostante tutti i media siano contro il governo. Il presidente del Consiglio, in un audio messaggio rivolto ai Promotori della Libertà, parla a tutto campo e rivolge anche un invito all'opposizione: "Collaboriamo". "All'opposizione, che da mesi chiede le mie dimissioni, io, come detto prima, ho rivolto in Parlamento un invito ad operare insieme a noi. Quindi un invito che ho rivolto con forte spirito costruttivo. Voi sapete, come prescrive la Costituzione, il Governo ha ancora 18 mesi di legislatura davanti a sé. Ho detto ai nostri oppositori: cerchiamo di impiegarli bene insieme, cerchiamo di realizzare insieme le riforme che servono al Paese, e soprattutto pensate se non vale la pena di accettare questa nostra offerta dopo che ormai avete ben chiaro che il nostro governo continuerà fino alla fine della legislatura. Tanto vale quindi cercare di andare d`accordo.

Più forti nonostante i media "Se il governo e la maggioranza sono più forti e più coesi, io dico che il merito è di tutti noi e anche vostro, cari Amici, che anche in questo clima avvelenato, in questo clima in cui i media si sono scatenati, i giornali, le radio e le televisioni, contro di noi, voi avete sempre tenuto alta la nostra bandiera, che è la bandiera della verità, la bandiera della libertà", ha detto il premier. "Vi ricordo che il 14 dicembre - ha proseguito ancora Berlusconi - quando le opposizioni vecchie e nuove tentarono di rovesciare il governo legittimo con un colpo di Palazzo, i voti di fiducia che ci evitarono il ribaltone furono 314 contro i 311 delle opposizioni. Quindi da allora il nostro governo ha superato vittoriosamente ben 44 voti di fiducia ed ha guadagnato ad ogni votazione sempre più consensi. I voti di scarto questa volta sono risultati 24 e sono saliti dai 3 della votazione del 14 dicembre a 24 in quella di martedì scorso sul Decreto sviluppo. Direi che è l'ennesima conferma di quanto dico da tempo e cioè che la maggioranza, dopo che non comprende più Fini e i suoi, è una maggioranza politicamente meno numerosa nei numeri, ma è molto più forte e coesa, ed è finalmente in grado di approvare quelle riforme che per troppo tempo gli oppositori interni ci avevano impedito addirittura di presentare al Parlamento.

Approveremo le grandi riforme Voglio ricordare che queste riforme, che erano scritte nel programma approvato dai nostri elettori, sono delle riforme importanti perché c'è la riforma del fisco, la riforma della giustizia, la riforma dell'architettura istituzionale dello Stato, che vuole ridurre della metà il numero dei parlamentari, che vuole introdurre il Senato delle Regioni e vuole conferire al premier gli stessi poteri che hanno tutti gli altri capi di governo in Europa. Quindi sono tre riforme necessarie per poter realizzare il nostro Paese. Durante i miei due discorsi in Parlamento, prima al Senato e poi alla Camera, ho auspicato la possibilità di un dialogo con l'opposizione, che, questa è la mia speranza, almeno sulle riforme più importanti voglia collaborare con noi per poter realizzare queste riforme al meglio. Quindi credo che sia stata una settimana che si è chiusa molto positivamente per la nostra parte politica".

Draghi e Zanier segno del prestigio dell'Italia Le nomine di Mario Draghi e Lamberto Zanier a livello internazionale sono il segno del prestigio di cui gode l’Italia, ha dichiarato il Cav, aggiungendo: "Il consiglio Europeo dei Capi di Stato e di governo venerdì ha nominato Mario Draghi, che è il nostro governatore della Banca d’Italia, alla presidenza della Banca centrale europea, che è, come sapete, l’istituzione finanziaria più importante dell’Unione Europea. È una decisione assunta all’unanimità dai 27 Paesi dell’Unione, una decisione che dimostra il prestigio e la stima di cui gode il nostro governo ed anche, se permettete, la capacità che abbiamo di tenere i rapporti con i nostri colleghi europei. Il giorno dopo, il Consiglio permanente dell’OSCE, che è l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa a cui partecipano 56 Stati, ha approvato la nomina dell’italiano Lamberto Zanier alla massima carica dell’OSCE, cioè segretario generale dell’Organizzazione. Zanier è oggi il rappresentante speciale per il segretario generale per le Nazioni Unite, Ban Ki-moon per il Kosovo. Quindi un’altra decisione che conferma come siamo considerati da tutti gli Stati che appartengono a questa organizzazione".

La crisi non è finita La crisi economica internazionale non è finita e richiede il mantenimento del controllo dei conti pubblici secondo gli impegni presi dal Governo con l’Unione europea. Lo ha ribadito il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. "La crisi economica, che è una crisi globale, non è ancora finita - ha detto - la speculazione internazionale è sempre pronta a colpire le prossime prede, cioè quei Paesi che mostrassero segni di debolezza. L'attacco sarebbe sui titoli pubblici degli stati e se si dovessero riscontrare dei segni di cedimento del bilancio pubblico, la speculazione internazionale sarebbe pronta ad approfittarne sottoscrivendo dei titoli del debito pubblico dei vari Paesi ma chiedendo degli alti, altissimi interessi

Il governo manterrà tutto gli impegni "Quindi - ha aggiunto Berlusconi - noi, anche e soprattutto -direi- per questo, dobbiamo proseguire nella nostra politica di prudenza e di rigore, nella politica che abbiamo seguito sino ad adesso. Nella politica di bilancio, quindi il Governo manterrà tutti gli impegni. Sia quelli presi con l'Unione europea, sia quelli presi con le famiglie dei risparmiatori e con gli investitori. Per questo già da ora, grazie alle ricognizioni che abbiamo compiuto con molto scrupolo nei mesi scorsi sui vari capitoli di spesa, già ora sappiamo come dobbiamo intervenire per fare in modo che la manovra, che approveremo questa settimana, e la successiva riforma tributaria non provochino dei buchi di bilancio".

Ora la riforma del fisco Il governo ha ribadito la ferma intenzione di attuare la riforma del fisco. "Il Governo chiederà al Parlamento la delega per la riforma fiscale prima della pausa estiva, in modo da rendere operativa questa riforma, che è voluta da tutti gli italiani, perché bisogna spazzare via quel ginepraio di leggi fiscali che si sono succedute in quarant'anni dal 1970 ad oggi e che sono diventate veramente incomprensibili e controproducenti", ha dichiarato Berlusconi. "Questa riforma - ha aggiunto - si dovrebbe realizzare ed andare in vigore entro 18 mesi da oggi e cioè entro il termine naturale di questa legislatura".