Berlusconi avverte: "Governo tecnico sarebbe rovesciamento democrazia"

Berlusconi parlando con Bruno Vespa nel suo ultimo libro: "In un momento di crisi economica globale come questo, da cui ancora non si è usciti, le elezioni produrrebbero un danno grave al Paese. Si creerebbe una situazione sconcertante". Sull'ipotesi di un governo tecnico: "Sarebbe un ribaltamento della democrazia"

Roma - Berlusconi conferma di non volere elezioni anticipate nel libro di Bruno Vespa Il cuore e la spada. 1861-2011. "Ci sono ovvie ragioni - dice il presidente del Consiglio- per sconsigliarle. In un momento di crisi economica globale come questo, da cui ancora non si è usciti, le elezioni produrrebbero un danno grave al Paese. Si scatenerebbe una campagna elettorale con forti contrasti tra le forze politiche e i cittadini si chiederebbero come mai invece di lavorare per uscire dalla crisi, i signori della politica si occupassero solo di litigare fra di loro. Si creerebbe una situazione davvero sconcertante".

Nessun ritorno alla preferenze Nel colloquio con Berlusconi, Vespa ricorda che un ritorno al sistema proporzionale che portò alla legge attuale fu imposto nel settembre 2005 da Marco Follini, allora segretario dell’Udc, che minacciò in caso contrario di non votare la devolution cara a Bossi: "Il ritorno alle preferenze - dice Berlusconi- non farebbe vincere i migliori, ma quelli che hanno maggiori fondi a disposizione, rilanciando una forma di finanziamento della politica che è stata sempre criticata sul piano della legalità". Già, ma con il sistema attuale i parlamentari vengono nominati dalle segreterie politiche, obietta il giornalista. "Non accadeva la stessa cosa - afferma il premier - con il sistema uninominale precedente? Non erano i segretari di partito che stabilivano di mandare il candidato in un collegio sicuro, in uno incerto o in uno perdente? E comunque l’elettore può decidere il suo voto al partito anche in base alla lista dei candidati presentati. Senza il premio di maggioranza la stabilità dei governi non è assicurata e poi, fuor d’ipocrisia, si sa bene che i partiti mandano in parlamento, accanto a persone esperte delle diverse materie, altre che oltre che una specifica capacità debbono garantire anche la presenza e il voto in commissione e in aula. Sono stato criticato per le troppe candidature femminili. Bene, le parlamentari hanno una presenza alle votazioni del 98/99 per cento. Ci sono dei parlamentari uomini che non arrivano al 50". Vespa chiede a Berlusconi se gli piacciano i Tea Party lanciati negli Stati Uniti dai repubblicani: "Il sistema americano mi ha sempre interessato. I due partiti, leggeri fuori dalle stagioni del voto, diventano formidabili organizzazioni di comunicazione durante le campagne elettorali. E noi pensiamo di procedere nella stessa direzione".