A Berlusconi il calcio d’inizio in consiglio

(...) Oggi primo atto ufficiale la convalida degli eletti e la surroga dei dimissionari. Il Nobel Dario Fo che lascia il posto al veterano Basilio Rizzo e poi gli otto assessori ingaggiati dalla Moratti nella squadra di giunta. Riccardo De Corato, riconfermato vicesindaco e Carla De Albertis (An), i cinque azzurri (Tiziana Maiolo, Giovanni Terzi, Carlo Masseroli, Andrea Mascaretti e Stefano Pillitteri) e la fedelissima morattiana Mariolina Moioli. A completare l’elenco gli assessori non provenienti dalle fila degli eletti: Bruno Simini, Luigi Rossi Bernardi e Ombretta Colli per Fi, Massimiliano Orsatti (Lega), Gianni Verga (Udc), Vittorio Sgarbi, Edoardo Croci (Lista Moratti) e Maurizio Cadeo (An).
Riempiti i banchi, toccherà al giuramento di una Lady Moratti che gli stretti collaboratori prevedono commossa. Nonostante una vita da imprenditore, la presidenza della Rai e l’esperienza da ministro, la raccontano particolarmente toccata dall’investitura a primo sindaco donna sotto la Madonnina. Se saran lacrime si vedrà. Poi il primo passaggio politico. Che (vedi i malumori di cui prima) alla vigilia rischiava di trasformarsi nel primo naufragio del centrodestra. Non particolarmente glorioso per naviganti ancora in vista del porto di partenza. Ma il fitto lavoro della diplomazia e Berlusconi in aula dovrebbero essere garanzia di un varo indolore. Con Manfredi Palmeri, ex capogruppo e oggi candidato unico di Fi alla presidenza del consiglio, che dovrebbe sostituire senza problemi Berlusconi sullo scranno più alto. A seguire la nomina della commissione elettorale e il sindaco che comunicherà ufficialmente i nomi della nuova giunta. Quindi discorso programmatico con gli «indirizzi generali di governo».
Già pronta la polemica preventiva, con la diessina Marilena Adamo che agita il bavaglio. «Berlusconi - attacca il numero uno del centrosinistra in consiglio -, mantenga il profilo istituzionale che la legge gli assegna, facendo un saluto e augurando a tutti buon lavoro. Vista l’esuberanza del presidente pro tempore del consiglio, nessuno si aspetta un semplice passaggio di consegne. Ma non vogliamo credere che possa fare un comizio mettendo in ombra il suo sindaco». Altrimenti minaccia di aperture del dibattito e seduta che andrà alla calende greche.
Ieri, intanto, la Moratti era a Roma. In mattinata l’incontro con il ministro Pier Luigi Bersani per rinsaldare l’asse di ferro già stretto dal neo sindaco con la Capitale. Sul tavolo lo sviluppo del sistema aeroportuale milanese, la legge speciale per Milano, le infrastrutture e avvio dell’Agenzia per l’innovazione. Nel primissimo pomeriggio (anticipata per poter vedere la partita dell’Italia), presente il premier Romano Prodi, la Conferenza unificata tra governo ed enti locali. «Ho posto il tema dello sviluppo e della crescita - racconta al termine la Moratti. I Comuni e le Province ricevono il 70 per cento degli investimenti pubblici e quindi è giusto parlarne. Ho posto il tema della specificità delle grandi città: serve la piena certezza degli investimenti. Sul fronte del Patto di stabilità, ho chiesto di premiare i Comuni virtuosi».