Berlusconi: «Calderoli ha fatto una leggerezza»

Adalberto Signore

nostro inviato a Verona

Dopo sole tre ore di sonno e una lunga e convulsa giornata in costante contatto con Tripoli, il Viminale e Gemonio, Silvio Berlusconi arriva a Verona per la consueta manifestazione elettorale del sabato. Il premier è in perfetto orario, ma in aeroporto è ancora costretto a lunghe telefonate. Così, alla Fiera di Verona arriva con un'ora buona di ritardo, con Sandro Bondi e Niccolò Ghedini costretti a «intrattenere» i circa duemila sostenitori di Forza Italia.
«Atto di leggerezza». Berlusconi sale sul palco che sono quasi le sette di sera. E affronta subito il caso Calderoli. Gli scontri di Bengasi, dice, sono stati provocati da «un atto di leggerezza di un nostro ministro che da cittadino normale può concedersi ciò che vuole, ma che da ministro non avrebbe dovuto arrivare a delle manifestazioni che toccano la sensibilità di chi professa un'altra religione».
Calderoli, aggiunge, «ha saputo trovare la responsabilità per dare le sue dimissioni che sono arrivate nel primo pomeriggio». La «speranza», spiega, è che con questo gesto si possano «evitare ritorsioni contro le nostre imprese e contro i nostri militari in missione all'estero».
La telefonata con Gheddafi. Con la Libia, continua il premier, «abbiamo rapporti commerciali intensi, ma ancora in quel Paese c'è un sentimento negativo nei nostri confronti», al punto che ancora celebrano la «Giornata della vendetta, che risale alla colonizzazione del 1915».
Nonostante questo, con la Libia «abbiamo avviato una fattiva collaborazione commerciale, soprattutto sul fronte dell'approvvigionamento energetico, e abbiamo avviato anche una collaborazione con le autorità libiche che si occupano di fermare i cittadini delle regioni subsahariane che vogliono arrivare da noi».
«Con il colonnello Gheddafi - aggiunge - sono stato al telefono a lungo e l'ho ringraziato per la difesa che hanno saputo operare nei confronti dei cittadini italiani che erano presenti nel Consolato e che sono stati con molta difficoltà tratti in salvo». Con lui «è stata una telefonata assolutamente cordiale. Gli ho detto: sono dispiaciuto di tutto perché è stata una tragedia. Abbiamo chiarito tutto, mi auguro che non ci siano difficoltà».
Signora «troppo scoperta». Il premier passa poi alle cose italiane, ma senza la solita verve. Un po’ per colpa della nottata in bianco a Palazzo Chigi, un po' - spiega - perché in un momento del genere non è il caso di scherzare troppo. L'unica battuta se la concede con una giovane sostenitrice nelle prime file, quando, interrompendosi bruscamente, la riprende per l'abbigliamento troppo «aggressivo»: «Cara signora, lei è troppo scoperta, mi fa perdere il filo...».
Magistratura «a orologeria». E torna ad attaccare le Procure «rosse» che «ci rendono più forti» e parla della chiusura delle indagini dell'inchiesta Mediaset: «Una cosa senza prove, del tutto infondata. Che, però, è un fatto mediatico e politico. Ma, si sa, vicino alle elezioni la magistratura colpisce puntuale, ad orologeria». Quanto all’avvocato inglese David Mills, da cui provengono le ultime accuse, Berlusconi spiega: «Aveva approfittato del mio nome per coprirsi dal fisco del suo Paese, per non dover dire ai soci del suo studio legale quello che aveva incassato. E non ha trovato altro modo che dire: è stato un regalo di Fininvest...».
Il sondaggio Usa. «Ha dimostrato - dice Berlusconi - non solo che siamo alla pari, anzi leggermente sopra alla sinistra, ma che siamo a cavallo di un trend per cui la sinistra è in discesa e noi in ascesa. Quindi vinceremo». E ancora: le società di sondaggi del nostro Paese «fanno parte dell'esagono rosso».
«Democrazia minoritaria». Duro, come sempre, l'attacco alla sinistra: «Se vincesse ci troveremmo in una democrazia minoritaria, pericolosamente vicina a qualcosa di diverso. Loro sono professionisti dei brogli, come hanno fatto in passato che hanno sottratto voti alla Casa delle libertà». Quindi, spiega tra gli applausi il leader di Forza Italia, «c'è da studiare, da prepararsi, dovremo essere lì dove si vota, perché qualcuno in passato si è anche vantato di averci sottratto un milione e 705 mila voti. Per questo - ammonisce - dobbiamo difendere la democrazia, la libertà e il nostro voto».
L'Unione e il programma. Poi l'attacco al programma del centrosinistra, che «dice tutto e il contrario di tutto». E chiosa: l'unica cosa su cui sono d'accordo è «l'assalto alle tasche dei cittadini, aumentare la pressione fiscale. Sono ostili - aggiunge - a tutto ciò che è privato: la scuola privata, la sanità privata, la proprietà privata». E conclude attaccando: pensate alla Sardegna, dove «già hanno messo la patrimoniale sulla seconda casa», o alla Toscana, dove «si preparano a requisire le case sfitte».