Berlusconi in campo: "Veltroni? Due bugie ogni tre righe"

Il Cavaliere: "Noi siamo il nuovo, non i vecchi comunisti riciclati che ricordano i negozi falliti con fuori il cartello nuova gestione". Di Pietro? "Mi fa orrore perché ha mandato in galera i taliani senza prove"

Viterbo - L'energia è quella di sempre, moltiplicata dall'imminenza del voto e dalla necessità di spingere sull'acceleratore nelle regioni considerate in bilico. I toni, però, iniziano a diventare più affilati e le repliche alla propaganda del centrosinistra si fanno taglienti, dirette, dure. Segnale che si comincia a fare sul serio e a poco più di due settimane dal voto non è più tempo per i colpi di fioretto ma si passa alle lame pesanti.

In una giornata segnata dal comizio che riempie in ogni posto disponibile il Palasport di Viterbo, Silvio Berlusconi si divide tra incontri, impegni e interviste. E fin dalla mattinata risponde a un sondaggio della Ipr per Repubblica che assegna un vantaggio di solo cinque seggi al centrodestra al Senato, accendendo l'eccitazione tra le fila del Partito democratico. «Il testa a testa elettorale al Senato non esiste. È la vecchia ricetta stalinista - attacca il leader del Popolo della libertà -. Anche oggi il segretario del Pd è riuscito a dire tre bugie ogni due righe. Innanzitutto perché noi sul Senato non siamo preoccupati visto che avremo 30 senatori in più. E poi perché questa legge elettorale che loro dicono non garantisce la governabilità, garantirà invece una maggioranza ampia, fermo restando che sono stati loro a non volerla modificare. Ma loro sono specialisti nella mistificazione. Dovrei forse ricordare che Veltroni disse che Stalin è un benefattore dell'umanità e che il comunismo è un'utopia positiva? Sono cose che non dico perché non dico bugie».

Un richiamo, quello all'ipoteca del passato che ancora grava sugli eredi del Pci, che Berlusconi torna a rilanciare anche parlando davanti alla folla viterbese. «Noi siamo i nuovi, non i vecchi comunisti riciclati che ricordano quei negozi che falliscono, e poi mettono fuori il cartello: nuova gestione. La nuova gestione siamo noi». La seconda stoccata Berlusconi la indirizza al candidato premier del Pd sulla proposta di quest'ultimo di aumenti indiscriminati delle pensioni. «Come al solito Veltroni mi copia e mi copia male - attacca il Cavaliere -. Propone aumenti a vanvera senza tenere conto delle disponibilità di bilancio. La proposta vera è la nostra e credo sia tra l'altro condivisa dal Partito dei pensionati che sta con il Pdl. La nostra proposta vuole innalzare le pensioni minime, come facemmo con il nostro passato governo, ma con un adeguamento al costo della vita di tutte le pensioni, fino a un certo livello, pensiamo mille euro al mese».

Il terzo affondo Berlusconi lo riserva per il principale alleato di Veltroni, il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro, per il quale conia parole durissime. «Di Pietro mi fa orrore, ma non perché è brutto, non sa coniugare i verbi, non conosce i congiuntivi o per la laurea presa grazie ai Servizi. Uno che parla così infatti - aggiunge il Cavaliere - non può averla presa normalmente. Quando davo gli esami io e prendevo trenta e lode, nel mio palazzo c'era il coprifuoco per farmi studiare, a Montenero di Bisaccia invece nessuno sapeva che Di Pietro stava dando gli esami e che si stava laureando, nemmeno i suoi genitori. Ho orrore per lui - conclude Berlusconi - perché ha mandato in galera italiani senza prove. Un uomo che non rispetta gli altri è un uomo che fa orrore».

Il leader azzurro non si tira indietro neppure quando viene sollecitato sul possibile duello televisivo con Veltroni. «Io in televisione straccio qualunque avversario - dice il leader del Pdl -. E questo perché io sono un uomo dei fatti, gli altri solo uomini delle parole. E i fatti hanno sempre la meglio sulle parole». Sullo sfondo continua l'organizzazione dello sprint finale in vista del voto. In questo senso grande attenzione sarà riservata al voto dei giovani che, in base ai sondaggi, sembrerebbe pendere decisamente dalla parte del centrodestra. Ieri Berlusconi ha ricevuto a Palazzo Grazioli una delegazione delle nuove leve di Forza Italia. «Abbiamo parlato della manifestazione del 5 e 6 aprile, giornate che dedicheremo in tutta Italia alle politiche giovanili - ha spiegato Beatrice Lorenzin, ex coordinatrice nazionale dei giovani azzurri -, abbiamo discusso su come impostare l'evento. In tutta Italia saranno allestiti gazebo e manifestazioni di accompagnamento al nostro programma che ha come priorità la casa, il lavoro, la formazione, l'importanza della meritocrazia. Faremo una manifestazione simbolo a Roma, a largo Goldoni, alla quale parteciperà anche Berlusconi». Una manifestazione che si farà di concerto con i giovani di An e che segnerà una sorta di battesimo in grande stile della nuova era di collaborazione tra le due organizzazioni giovanili.