Berlusconi: Ciampi ha aiutato la sinistra, 5 milioni di persone in piazza per il voto

Il Cavaliere critica l'ex capo dello Stato per la legge elettorale, poi denuncia: "Con la sinistra al governo lo Stato "ha abdicato all'uso legale della forza". Pensioni: "Mantenere lo scalone è già poco". Veltroni? "E' un uomo di sacrestia della politica". Polemica per una dura definizione di Prodi

Milano - Silvio Berlusconi continua a tenere alta la tensione fra gli schieramenti. Nel corso di una lezione alla scuola di formazione politica di Roberto Formigoni, il leader dell'opposizione ha prima detto che almeno 5 milioni di italiani sono pronti a scendere in piazza per chiedere il ritorno al voto; poi è tornato sulla sfida televisiva con Romano Prodi per dire che il minuto e mezzo a disposizione era insufficiente a rispondere alle "stronzate" del candidato del centrosinistra; infine ha accusato l'ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi di aver favorito la sinistra.

Parole che hanno scatenato l'immediata reazione della maggioranza che ha duramente contestato l'ex premier. La prima bordata del Cavaliere è sulla voglia degli italiani di tornare alle urne. "Abbiamo effettuato un sondaggio su un campione di 3 mila nominativi tra i due milioni di partecipanti alla manifestazione del due dicembre a Roma", ha detto l'ex premier, "dal quale è emerso che almeno 5 milioni di persone sono pronte a tornare per chiedere di tornare alla volontà popolare".

Poi il passaggio sul Professore. Ricordando l'ultima campagna elettorale per le politiche, Berlusconi ha detto: "Volevo andare in televisione a raccontare cosa aveva fatto il nostro governo, ma ci sono andato solo due volte e sempre con Prodi, e ho avuto un minuto e mezzo per rispondere alle domande del giornalista e a replicare alle stronzate di Prodi". Parole che lo stesso Cavaliere riconosce non essere proprie del bon ton politico. Davanti agli applausi della platea, infatti, il leader azzurro ha commentato: "Vedo che apprezzate questo mio linguaggio rozzo ma efficace".

Ma Berlusconi si è tolto altri sassolini dalle scarpe, in primo luogo nei confronti dell'ex capo di Stato. "Ciampi ha favorito la sinistra perché era uomo della sinistra", ha attaccato Berlusconi spiegando che intervenendo sulla riforma della legge elettorale, "ha voluto un maggioranza su scala regionale e non nazionale, favorendo così la sinistra". Morbido, invece, il suo intervento a proposito del caso 'Visco-Gdf'. A proposito della richiesta di dimissioni del viceministro dell'Economia avanzata da alcuni esponenti del centrodestra, Berlusconi ha detto di non volere entrare nella vicenda: "Non vado mai contro gli uomini, casomai faccio critiche alle politiche e alle idee".

Berlusconi ha difeso lo 'scalone' pensionistico, ovvero il passaggio da 57 anni a 60 anni introdotto dalle legge Maroni. "Mantenere lo scalone è già poco: io fui costretto a fare quello scalone". E il Cavaliere, parlando della possibilità di costruire un partito unico del centrodestra, ha precisato: "Dobbiamo farlo crescere dal basso perché non deve essere la fusione fredda di due partiti, come avviene per la sinistra. Certo che in politica dividere è facile ma unire è difficile".

Un intervento, quello dell'ex premier, improntato all'attacco, anche verbale. Il termine "stronzata", infatti, non è stato l'unica parola colorita usata dal palco. Un atteggiamento che ha provocato la dura reazione del centrosinistra. I Ds, con Maurizio Migliavacca, parlano di "evidente nervosismo" del Cavaliere. La Margherita, con Antonello Soro, di "occasione perduta, visto che al dialogo Berlusconi preferisce l'insulto". Ma pronta è stata la reazione di Forza Italia, con diversi deputati 'azzurri' che hanno replicato alle critiche sostenendo che quello dell'ex premier è "un linguaggio verace" (Piero Testoni), che chi dice di offendersi è in effetti "maestro di ipocrisia" (Osvaldo Napoli), e che coloro che hanno protestato in questo caso hanno taciuto, in "perfetto stile cattocomunista" quando vittima è stato Berlusconi (Giorgio Lainati).