Berlusconi: "Clandestinità sia aggravante"

Il premier smentisce il monito Onu e spiega che il provvedimento è ora all’esame del parlamento: "La clandestinità non sarebbe reato, ma solo un'aggravante". Proteste della Lega: "Così delude gli elettori". Veltroni: "Siamo d'accordo con il premier". Casini: "E' il frutto del dialogo"

Roma - Quello giunto dall’Onu sul disegno di legge che regola l’immigrazione "non è un monito: è una dichiarazione già smentita dal portavoce circa un giudizio negativo su qualcosa in divenire". Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha spiegato che il provvedimento "è ora all’esame del parlamento che è sovrano e che credo, anzi sono sicuro, deciderà secondo buonsenso". A questo proposito il capo del governo ha prospettato l’ipotesi che la clandestinità possa venire considerata "non come un reato ma come una aggravante per chi commette reati. La mia personale visione è che non si posa pensare di perseguire qualcuno per una permanenza non regolare nel nostro Paese, arrivando a condannarlo per questo reato con una pena. Invece, questa situazione della clandestinità può essere un aggravante nei confronti di chi commette reati previsti come tali dal codice penale".

Vito Il testo del disegno di legge sulla sicurezza approvato dal governo a Napoli arriverà al Senato "nelle prossime ore" e il provvedimento prevede il reato di clandestinità. Lo assicura il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, al termine della conferenza dei capigruppo del Senato. Il ministro ha ricordato che l’esecutivo ha scelto lo strumento del disegno di legge, e non quello del decreto, "proprio per consentire poi un esame organico del parlamento".

Calderoli "La vera pena per gli immigrati clandestini non è il carcere, ma rispedirli a casa". Lo afferma il ministro per la Semplificazione normativa Roberto Calderoli, replicando alle affermazioni del premier. "La previsione di un reato di immigrazione clandestina non è certo finalizzata a mettere in galera tutti coloro che lo dovessero commettere, ma è finalizzata ad ottenere due obiettivi: il primo, di carattere preventivo, è quello di dare un messaggio che disincentivi chi intende partire e di conseguenza gli ingressi irregolari, il secondo, di carattere repressivo, non è tanto il periodo di carcere quanto una misura che pesa ben di più per l’irregolare ovvero l’espulsione immediata dopo la sentenza. L’obiettivo, quindi - aggiunge Calderoli - non è certo il riempire le carceri di clandestini, ma il trovare uno strumento adeguato che ne consenta l’allontanamento in tempi certi e rapidi". Mentre secondo Mario Borghezio, europarlamentare del Carroccio: "Sarebbe un cedimento molto difficile da far comprendere ai nostri elettori. I quali non sono razzisti e xenofobi, ma hanno le idee molto chiare su quale sia la causa maggiore dell’insicurezza nelle nostre città e nei nostri paesi".

Veltroni "Berlusconi, con le sue parole di oggi, cancella il reato di immigrazione clandestina. Dà ragione così a quanto ha detto l’opposizione, e alle altre voci critiche che si erano levate, e contemporaneamente dà torto a quanti nella sua maggioranza si erano intestarditi in questa formulazione" afferma in una nota il segretario del partito Democratico, Walter Veltroni.

Casini "Il reato di immigrazione clandestina è uno slogan, inefficace peraltro, perché il respingimento per via amministrativa è più rapido e immediato mentre intasare carceri e tribunali non sarebbe utile a nessuno. Sono lieto che Berlusconi prenda atto della realtà ed esprima un convincimento nuovo, frutto di un’opposizione che non sta sull’Aventino". Così il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini.