Berlusconi colpisce di rimessa: «Il governo si affonderà da solo»

Il Cavaliere confida ai suoi la nuova strategia: «Per ora niente attacchi al premier, ogni mia parola rischia di ricompattare la maggioranza»

Adalberto Signore

da Roma

Passeggia per via dei Coronari, Silvio Berlusconi. E tra un negozio d’antiquariato e l’altro prova a lungo a resistere alle insistenze dei cronisti. «Non fatemi parlare, perché oggi proprio non ne ho voglia», ripete più d’una volta il leader di Forza Italia, convinto ormai da qualche settimana che la strategia da seguire non sia affatto quella del muro contro muro. «Non certo per fare sconti al centrosinistra - ha ripetuto più d’una volta ai suoi - quanto perché ancora oggi l’antiberlusconismo resta l’unico vero collante del centrosinistra». Insomma, se il Cavaliere mettesse sotto assedio Romano Prodi sul caso Telecom o sulla Finanziaria non farebbe altro che ricompattare la maggioranza. Così, pure quando alla fine capitola davanti alle insistenze dei cronisti che lo seguono per le vie del centro di Roma, Berlusconi evita accuratamente di andare sopra le righe. E dribbla abilmente quando gli si chiede un commento sulla tardiva disponibilità del premier ad andare in Parlamento per riferire sul caso Telecom. «Vedo quello che vedono tutti. Stanno facendo tutto loro...», spiega evasivo. Crisi nel centrosinistra? «Il clima è cambiato e andando in giro - continua sulla via della cautela - c’è una grande preoccupazione su quanto ha fatto e annunciato di voler fare questo governo. Per quanto ci riguarda, faremo un’opposizione severa in Parlamento. Ma non per questo cadrà il governo». E ancora: «Il governo, eventualmente, cadrà per implosione interna».
La linea, dunque, è quella della prudenza. Ribadendo sì - ma non potrebbe essere altrimenti - che il centrodestra non concederà nulla sul piano parlamentare, ma senza mai alzare i toni o puntare l’indice contro Prodi. «Ogni mia parola in questo senso», spiegava qualche giorno fa, «non farebbe altro che dare una ragione alla sinistra per serrare le fila». Non è un caso che martedì scorso l’ufficio stampa di Forza Italia sia arrivato a smentire alcune agenzie di stampa che attribuivano al Cavaliere una generica quanto scontata «soddisfazione» per il voto di Palazzo Madama che aveva visto l’Unione andare sotto. Una precisazione che non è certo dipesa dal fatto che Berlusconi non fosse contento del risultato ottenuto al Senato, quanto dalla nuova linea di condotta scelta dall’ex premier. Così, a spasso per via dei Coronari in cerca di una statua per il giardino di Villa La Certosa, sul centrosinistra il Cavaliere si limita a ribadire concetti ripetuti più volte. «Peggio di così - dice - non potrebbero fare. Eppoi hanno il problema dei partiti di centro che sono ostaggio della sinistra massimalista. Tutto quello che sta succedendo l’avevo ampiamente denunciato in campagna elettorale e puntualmente si sta verificando». E in questo senso ricorda le posizioni dei Verdi, per i quali «le opere pubbliche rappresentano un oltraggio alla natura».
Sul centrodestra Berlusconi resta ottimista. «Non sono affatto preoccupato per il futuro della coalizione», spiega. «Dei momenti di dialettica interna - dice - li abbiamo sempre avuti. Bossi è stato da me per tre giorni, non c’è assolutamente alcuna turbativa nei rapporti con la Lega. E per quanto riguarda gli altri ciò che ci unisce è talmente forte, chiaro e profondo che supereremo tutto». Pure nei confronti dell’Udc, dunque, nessuna polemica. E nonostante le molte critiche arrivate la scorsa settimana dalla festa della Vela a Fiuggi. «Se rispondo a Casini - spiegava ai suoi Berlusconi nei giorni scorsi - non faccio altro che dargli più spazio su giornali e televisioni». Invece, l’obiettivo resta quello di «tenere unita la Casa delle libertà» e lasciare che il dibattito politico si concentri sulle beghe interne alla maggioranza. Anche perché, assicura il Cavaliere, «gli ultimi sondaggi ci danno 5,7 punti di vantaggio sulla sinistra con Forza Italia al 28,1 per cento».