Berlusconi commosso: «George, senza di te non sarà più lo stesso»

Una cena di gala conclude la visita a Washington. Durante il saluto a Bush il premier inciampa in un filo: «Colpa del troppo amore...»

nostro inviato

a Washington

L'ultimo atto del giorno più lungo di Silvio Berlusconi alla Casa Bianca è una miscela quasi perfetta tra passato e presente. C'è la forma di un protocollo rigido e ineccepibile, con il picchetto d'onore a ricevere l'arrivo del premier in limousine e George W. Bush e consorte ad attendere l'ospite sulla porta. C'è l'ingresso ufficiale, a uso anche di telecamere e fotografi, quando i tre scendono insieme le scale che portano agli appartamenti presidenziali per poi passare tra due enormi quadri che sembrano guardarsi con una certa diffidenza: Bush senior da una parte e Bill Clinton dall'altra. Una passerella presidenziale accompagnata dalle note del reggimento «Fife and drums» (pifferi e tamburi) delle Giubbe rosse, lo stesso che in mattinata si era esibito nel South Lawn prima che i diciannove colpi di cannone suggellassero la cerimonia in pompa magna con cui Bush ha voluto ricevere Berlusconi. Con la stessa solennità, il presidente americano ha voluto congedarsi da quello che più volte non ha esitato a definire «un amico sincero», aprendo le porte della Casa Bianca a una cena di gala che negli ultimi otto anni ha due soli precedenti illustri: la Regina Elisabetta e Benedetto XVI.
Nei saloni che hanno visto cambiare la storia del mondo, sotto gli occhi attenti dei quadri di ex presidenti e ex First lady, balzano agli occhi soprattutto le donne più potenti d'America. Laura Bush, che ha organizzato tutto nei minimi dettagli, elegantissima in un abito «royal bleu» di Oscar de la Renta. E Condoleezza Rice avvolta in un rosso sfavillante. Tra gli invitati moltissimi gli italoamericani: da Nancy Pelosi, la speaker democratica della Camera, all'ex sindaco di New York Rudy Giuliani, passando per il pilota Mario Andretti.
Nella State Dining Room, sotto un enorme quadro di Abramo Lincoln, Berlusconi e Bush sono seduti in due tavoli diversi, uno a fianco dell'altro. Accanto al premier c'è la First lady e con loro Antonin Scalia, giudice della Corte suprema, la Pelosi e Gianni Castellaneta, ambasciatore italiano a Washington. Con il presidente americano, invece, siedono Samuel Alito, altro giudice della Corte suprema, e l'ambasciatore Ronald Spogli. Mentre la Rice si intrattiene a tavola con Paolo Bonaiuti.
Si passa ai discorsi. E Bush elenca nomi e cognomi di molti dei presenti per sottolineare come «i figli e i nipoti degli italiani sono ormai arrivati ai vertici delle istituzioni americane». Anche per questo, insomma, «l'America sarà sempre orgogliosa di portare il nome di Amerigo Vespucci». Poi, ancora elogi per «l'amico Silvio» di cui «ammiro molto lo spirito imprenditoriale». Applausi e brindisi collettivo. Il microfono passa al premier che non fa mistero del suo buon umore: «Quando parlo dopo Bush sono sempre fregato... lui dice sempre tutto molto bene». L'interprete traduce il «fregato» con un prudente «I always have a problem», ma i commensali hanno colto e se la ridono divertiti. «Sono sicuro - dice Berlusconi con tono quasi commosso - che rimarremo amici per sempre». Poi, un ultimo tributo. Perché, spiega il Cavaliere, «gli Stati Uniti avranno presto un nuovo presidente e sono sicuro che sarà all'altezza della situazione e con lui collaborerò con tutto il cuore». Ma, aggiunge, «lasciatemi dire che sarà molto difficile trovare un altro uomo idealista e coraggioso come il nostro presidente».
E tanto è l'entusiasmo con cui Berlusconi si avvicina a Bush per abbracciarlo che inciampa nei fili del microfono e di fatto smonta il piccolo podio dal quale stava parlando. Difficile, però, che il Cavaliere si perda d'animo. E così, tenendo tra le mani il leggio divelto, ha la prontezza di continuare a parlare inscenando una piccola gag: «Questo è quel che può fare il troppo amore...». Risata generale e applausi a cui si unisce un divertito Bush.
Si passa così alla cena, servita su sottopiatti dorati e conclusa con un dessert di cioccolata a forma di caravella battezzato per l'occasione «Santa Maria». La serata si conclude nella East Room sulle note dello spettacolo musicale «Jersey Boys». Bush, la First lady e Berlusconi sono in prima fila e tutti sembrano gradire molto. Il premier non si fa pregare quando c'è da seguire il ritmo del quartetto di Broadway con il battimani, mentre il presidente americano segue tutta l'esibizione dondolando a ritmo di musica su e giù la testa senza sosta. Finisce così, con un ultimo saluto a quattr’occhi prima di lasciare la Casa Bianca in festa. Baciamano per la First lady e per Bush l'ultimo tributo: «George, senza di te non sarà più lo stesso...».