Berlusconi: «Un contratto con i monzesi»

La capitale della Brianza accoglie a suon di applausi il Cavaliere

«Stiamo lavorando al programma. Un programma che io stesso sottoscriverò e che, garantisco, sarà realizzato nei prossimi cinque anni». L’applausometro va in tilt: Silvio Berlusconi conquista Monza. «Per Monza serve un buon governo. Buon governo significa buona gestione di piazze e strade, parco e biblioteche. Buon governo a Monza vuol dire anche salvare il decoro delle case ripulendole dai graffiti». L’ovazione soffoca le parole del leader della Casa delle libertà. Monza sa che, da oggi, il conto alla rovescia è iniziato: il buon governo sta per ritornare e la città ha la possibilità di liberarsi della sinistra.
«Buon governo che la giunta di centrodestra, la giunta della libertà, si impegna a portare avanti. Perché dev’essere chiaro che la vera moralità non sta solo nel non rubare ma pure nel rispettare gli impegni presi con gli elettori». Ancora applausi, sempre applausi dalla platea del teatro Manzoni che vuole riportare indietro l’orologio al 1995, quando il centrodestra era maggioranza in Comune.
Silvio Berlusconi abbraccia Marco Mariani, una pacca sulla spalla e il teatro s’infiamma: il leader di Forza Italia suggella l’investitura del candidato sindaco che sta già lavorando al programma. Quello del futuro di Monza che «dovrà essere sicura, pulita, ordinata e gradevole come casa nostra perché la città non è diversa dalle nostre abitazioni: è il luogo dove lavoriamo, ci incontriamo, amiamo e per questo dev’essere ordinata». Concretezza reclamata da Monza che, parola di Berlusconi, deve ritornare «più bella da vivere». Impegno concreto, non ideologia: fatti, non parole nella città della Corona Ferrea che attende soluzioni a problemi come droga, furti e scippi. Monza attende non solo declinazioni del tema sicurezza ma anche attenzione alla persona, «guardare al futuro di Monza significa poi mettere al centro della nostra attenzione i cittadini, i giovani e gli anziani», e a tutte quelle infrastrutture «che la giunta Faglia non è riuscita a realizzare». Già, il sindaco uscente che non incarna lo spirito, l’operosità dei monzesi e che non sa «trovare risposte pronte e adeguate ai bisogni della città».
Ancora applausi, sempre applausi per Silvio e per il candidato Marco Mariani, «che è profondo conoscitore della città, uomo dalla spalle larghe, ex giocatore di bascket, capace di assumersi le responsabilità di gestire Monza». Candidatura avanzata unitariamente e cui si è giunti, dopo numerosi incontri e cene ad Arcore e «trattative tra i partiti della Cdl»: «Ho impiegato ore di discussione con tutte le forze politiche ad Arcore e con Forza Italia che a Monza è il primo partito, per arrivare a fare noi un passo indietro sulla candidatura, perché Marco Mariano era davvero l’unico che poteva ottenere il consenso di tutti».
Candidato «di tutti» che nel futuro di Monza «vede», dice, «soluzione ai problemi, soprattutto alle infrastrutture e alla viabilità». E poi «un grande impegno per il 2009 quando Monza diventerà Provincia». Ma anche una «certezza»: «Della giunta Faglia c’è poco da cancellare. Perché? Non sono state fatte scelte strategiche». L’ovazione del teatro Manzoni lo conferma.