Berlusconi contro la sinistra: "Vogliono moschee ovunque"

Show di Berlusconi nel tempio della protesta della sinistra radical chic: "Sono allegro e ottimista, a Milano vinceremo al primo turno". Poi parte con le bordate alla sinistra: "Candidare Pisapia? Roba da pazzi, voleva rifondare il partito comunista". E poi: "La sinistra vuole mettere la patrimoniale e costruire moschee ovunque". A Latina sul "rimpastino": "La diaspora di Fini e i suoi non ha indebolito la maggioranza, anzi"

Latina - Berlusconi è al Palasharp. E non è una scelta casuale. Tre mesi dopo l'adunata della sinistra il Cavaliere sceglie lo stesso edificio per lanciare l'ultima settimana di campagna elettorale del sindaco Moratti. Un Cavaliere a trecentosessanta gradi che parla a ruota libera di tutto. Stronca subito la candidatura di Pisapia: "Roba da pazzi, è uno che nel 1998 voleva ancora rifondare il partito comunista". E carica il popolo del Pdl con un messaggio chiaro: vincere al primo turno. "Si può e si deve fare ogni sforzo affinchè la nostra Milano si dia al primo turno un’amministrazione che non sia di sinistra". "Sono allegro e ottimista - ha aggiunto - che vinceremo al primo turno". Poi l'attacco si sposta sul programma: secondo Berlusconi, la sinistra "ha preso la carta carbone, cambiando qualche parola, ed ecco pronto il loro programma, ma non saprebbero svilupparlo. La sinistra al potere significa l’occupazione del potere, il clientelismo, l’inefficienza diffusa". Dopo passa a uno dei cavalli storici del centrodestra: "In uno stato libero noi non possiamo permettere una tassa patrimoniale. Finché avremo responsabilità di governo - ha detto dal palco del Palasharp - non ci sarà". Secondo il premier la sinistra vuole tassare i patrimoni "per diminuire il debito pubblico che ha contribuito a creare" e intende rimettere l’Ici e alzare la tassazione sulle rendite finanziarie dal 12,5% al 25%".

La sinistra e le moschee Le bordate alla sinistra non finiscono: "La sinistra vuole solo far nascere templi musulmani ovunque, ma noi crediamo che non è giusto costruire moschee qui quando nei loro paesi d’origine non si può neppure costruire una chiesa".

La riforma della giustizia Poi torna a bomba sul tema della giustizia e non risparmia sciabolate alle toghe politicizzate: "La sovranità non appartiene più al popolo ma ai pm della sinistra. È qualcosa che non può andare avanti così. Dobbiamo modificare la nostra architettura costituzionale". "Per 26 volte i pm di Milano usando il diritto come arma politica hanno tentato di far fuori il presidente del consiglio eletto democraticamente dal popolo italiano. Se uno solo di questi tentativi fosse andato a buon fine chi vi parla sarebbe stato escluso dalle vita politica.Questi pm che hanno fatto questi tentativi di eversione sono ancora lì che ripetono questi tentativi di eversione. Questa è una patologia, un cancro della democrazia che dobbiamo levare".

Fini? Meno di Storace Poi il Cavaliere si concede anche una battuta su Gianfranco Fini: "Il risultato lo sapete che è andata molto male per questi signori, i sondaggi non si possono dare perchè siamo in campagna elettorale ma quelli prima della campagna elettorale davano la Destra di Storace addirittura sopra il Fli".

I prof rossi Il Cavaliere torna anche sulla scuola: "La sinistra mi accusa di aver attaccato tutta la scuola pubblica voglio smentirli perchè continuano nella calunnia: io ho detto, e lo ripeto, che quando una famiglia ha la disavventura di inbattersi in insegnanti di sinistra, che con libri di testo di sinistra vogliono inculcare nei figli dei valori diversi, lo Stato deve sopperire e, attraverso il buono scuola, dare loro la possibilità di andare in una scuola privata".

Il Cavaliere a Latina In mattinata il premier era intervenuto telefonicamente a una manifestazione del Pdl a Latina: "La diaspora di Fini e i suoi non ha indebolito la maggioranza visto che molti parlamentari si sono ritrovati nel gruppo dei Responsabili che sono la terza gamba della maggioranza stessa che oggi è coesa e compatta".

La Consulta? Di sinistra La Corte Costituzionale "è diventata un organo politico e non di garanzia, come dovrebbe", ha proseguito il Cavaliere al telefono con i suoi supporters. Il premier ha sottolineato che la maggioranza dei membri della Consulta "è di sinistra, essendo stata formata da Capi di Stato di quell’area che si sono man mano succeduti e che hanno messo lì i loro membri tutti di sinistra". Attualmente - ha aggiunto Berlusconi -, cinque sono della sinistra e quattro del centrodestra e perciò "ogni volta che i pm di sinistra impugnano le leggi" approvate dal Parlamento, la Consulta le abroga.