Berlusconi Da via Corridoni al Duomo, l’attesa febbrile del premier

Dove telefona Silvio Berlusconi? A metà mattina si diffonde un po’ di ansia tra il popolo del Pdl disperso un po’ qua e un po’ là, diviso tra due iniziative praticamente in contemporanea. Un gruppetto di seniores sono intrattenuti dal coordinatore regionale, Guido Podestà, nella sede della Provincia di via Corridoni, e restano in trepidante attesa di un collegamento audio con il premier: ma la voce non si materializza in sala. Non arriva neppure il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, prevista nel programma. Delusione generale. Alla fine, per assenza di slancio atletico oltre che di maratoneti, non parte neppure l’atteso corteo in direzione Duomo, dove è in corso il secondo appuntamento della mattinata.
«Firmate per sostenere il governo» ricordano i politici dal palco dietro il Duomo. Si susseguono gli interventi dei ministri la Russa e Brambilla e dei sottosegretari, ma la gente che si ferma cerca inutilmente tracce di Berlusconi. Si sparge la voce che il premier parlerà attraverso gli amplificatori del palco, ma quando si capisce che così non sarà, l’appuntamento scema rapidamente verso la fine. Arriva il presidente della Regione, Roberto Formigoni, ma la manifestazione è già conclusa. «Andiamo a vedere la partita del Milan» sorride il governatore.
Silvio Berlusconi ha trascorso la mattina ad Arcore, tra appuntamenti e riunioni, ed è poi tornato a Roma. I giorni che precedono il voto di fiducia del 14 dicembre sono febbrili e il leader del Popolo della libertà ha preferito fare una sorpresa ai milanesi a spasso per il centro sabato scorso all’ora dell’aperitivo. Chiacchiere, battute, sorrisi da Peck, il tempio della gastronomia milanese. Difficile ipotizzare un bis il giorno dopo, sia pure al telefono. Eppure in molti ci hanno sperato.