Berlusconi: "La Corte è di sinistra, io vado avanti ma rischia di alterare equilibrio tra poteri dello Stato"

Il premier durante la riunione con i vertici della Lega Nord sottolinea di voler andare avanti. Poi si sfoga ai microfoni: &quot;La Consulta è di sinistra, e Napolitano si sa da che parte sta... I processi di Milano contro di me sono una farsa. Vado avanti, viva l'Italia, viva Berlusconi: governerò cinque anni anche senza lodo&quot;. La telefonata in diretta a <em>Porta a Porta</em>

Roma - Determinato e incrollabile. "Vado avanti". Lo dice il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, lasciando Palazzo Grazioli dopo la sentenza della Corte costituzionale sul lodo Alfano. "La Consulta è politicizzata, è di sinistra. E il presidente della Repubblica sapete da che parte sta...". Uscito da Palazzo Grazioli per andare alla mostra "Il potere e la grazia" il premier si ferma a dettare dichiarazioni durissime ai microfoni: "Andiamo avanti, dobbiamo governare cinque anni, con o senza lodo. Non ci ho mai creduto perché con una Corte Costituzionale con undici giudici di sinistra era impossibile che approvasse questo". Poi sui processi di Milano: "Noi andiamo avanti. I processi che mi scaglieranno sul piatto sono autentiche farse: io sottrarrò qualche ora alla cura della cosa pubblica per andare là e sbugiardarli tutti".

La sinistra Poi l'attacco diretto all'opposizione: "La sintesi è meno male che Silvio c’è, perché se non ci fosse Silvio con tutto il suo governo che ha il supporto del 70% degli italiani, saremmo in mano a una sinistra che farebbe del nostro Paese quello che tutti sapete. Quindi va bene così. Abbiamo una minoranza di magistrati rossi che sono organizzatissimi e che usano la giustizia a fini di lotta politica. Abbiamo il 72% della stampa che è di sinistra; abbiamo tutti gli spettacoli di approfondimento della televisione pubblica pagata con i soldi di tutti, che sono di sinistra e ci prendono in giro anche con gli spettacoli comici. Il Capo dello Stato sapete voi da che parte sta. Abbiamo giudici della Corte Costituzionale eletti da tre capi dello Stato della sinistra che fanno della Consulta non un organo di garanzia ma un organo politico". Alla mostra a Palazzo Venezia, conversando con il segretario di Stato Vaticano. Tarcisio Bertone, prosegue nella sua accusa: "La mostra è bellissima, ho visto il catalogo e ho assistito ad alcune discussioni. Ho detto a Sua Eminenza che c’è una grande lacuna, manca il ritratto di San Silvio da Arcore che fa sì che l’Italia non sia in mano a certi signori della sinistra...".

Il comunicato ufficiale "Non posso non rispettare il responso della Corte Costituzionale nel quadro di un sistema democratico. Prendo atto tuttavia che questo sistema, soprattutto per le modalità con cui vengono eletti i membri della Corte, rischia di alterare nel tempo un corretto equilibrio fra i poteri dello Stato, i quali traggono tutti origine dalla sovranità del popolo". Lo afferma in una nota Berlusconi. "La solidità di questo governo - prosegue il presidente del Consiglio - non è in alcun modo intaccata da questo pronunciamento né tantomeno la mia volontà di proseguire con determinazione nel mandato ricevuto dal popolo e rinnovato in tutte le più recenti competizioni elettorali. Una volontà che si rafforza e che riceve ogni giorno il sostegno compatto e solidale della volontà politica della maggioranza che sostiene l’attuale governo. Per il resto, non ho il minimo dubbio che le accuse infondate e risibili che ancora mi vengono rivolte - conclude la nota diffusa da palazzo Chigi - cadranno sotto il vaglio di magistrati onesti, indipendenti e ossequienti alla legge e alla propria coscienza".

La telefonata a Porta a Porta "La Consulta non è un organo di garanzia ma un organo politico" e con il pronunciamento sul lodo Alfano "si è contraddetta rispetto a quanto fece 4 anni fa" sul lodo Schifani. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi intervenendo telefonicamente alla registrazione di Porta a Porta, che andrà in onda in seconda serata. "Oggi - ha aggiunto - la Corte è occupata e dominata da 11 giudici di sinistra e 4 che non sono di sinistra. Non c'é nessuna speranza di decisioni autonome".