Berlusconi: così l'Italia ritroverà fiducia e si rimetterà in marcia

Il premier: "Se c'è un governo che si è mosso subito è il nostro, mentre l'opposizione faceva catastrofismo"

Roma - «Aiuti rilevanti, a sostegno di alcuni settori strategici della nostra economia». Silvio Berlusconi rilancia l’impegno del governo per uscire dalla crisi internazionale, rimettere in moto il Paese e ridare fiducia ai consumatori. Ricorda i «40 miliardi di euro» messi già a disposizione per i prossimi tre anni, «che potranno arrivare a 80 con l’aiuto dei fondi europei e delle Regioni», poi annuncia, a Mattino 5, l’intenzione di portare quanto prima in Consiglio dei ministri, magari già domani, un decreto con altri interventi ad hoc.

«Le misure che stiamo studiando » e che «potranno essere concretamente inserite in provvedimenti nei prossimi giorni», spiega il premier, riguarderanno «il settore delle auto e della componentistica, che sono in crisi, ma anche il settore del bianco, là dove queste imprese producono elettrodomestici che possono andare nella direzione di un minor consumo di energia». E «se c’è un governo che si è mosso subito e per primo», rivendica il Cavaliere, «è il nostro». A dispetto di «questa sinistra che fa del catastrofismo la sua canzone preferita».

E così, in attesa di comunicare nel dettaglio risorse e interventi, Berlusconi chiama a raccolta i  ministri di riferimento. Prima conferma, d’intesa con Raffaele Fitto, titolare agli Affari regionali, lo stanziamento di 8 miliardi per finanziare gli ammortizzatori sociali nel biennio 2009-2010. Poi si concentra sul capitolo incentivi, per quasi tre ore, riunendo, sempre a Palazzo Grazioli (discussione a tratti animata), Giulio Tremonti, Claudio Scajola, Stefania Prestigiacomo, Maurizio Sacconi, Roberto Calderoli.

Nel frattempo, il Cavaliere, sempre a Mattino 5, ne approfitta per ricordare la tempestiva azione di Palazzo Chigi a tutela dei risparmiatori. «Sono stato il primo,il10ottobre,adannunciare agli italiani che non avrebbero dovuto avere timore per i depositi che avevano nelle banche - afferma- e a mettere la garanzia dello Stato contro il loro fallimento. Questa nostra iniziativa è stata poi esportata in Europa». E «nei miei discorsi con l’amministrazione americana - continua - ho convinto Bush e i suoi collaboratori, che avevano assistito inerti al fallimento di Lehman Brothers, che lo Stato doveva intervenire».

Sul fronte giustizia, invece, Berlusconi ribadisce che la riforma del penale è «pronta» e «verrà presentata nei prossimi giorni». In quest’ambito, dice, «occorre partire da una separazione completa tra i giudici che giudicano e i magistrati che accusano, i pubblici ministeri. Noi separeremo i due ordini, non soltanto le carriere». «La giustizia politicizzata - aggiunge - è una patologia». In merito poi alle scarcerazioni avvenute nei recenti casi di stupro, Berlusconi chiede «certezza della pena», perché si tratta di un «delitto gravissimo, esecrabile ». Detto questo, «non c’è bisogno di nuoveleggi, bastaperòchesiano applicate bene». Sempre in tema di giustizia, il premier si sofferma pure sulla «questione morale». E sottolinea: «Non c’è e non c’è mai stata una presunta superiorità morale della sinistra». Anzi, «inpassatovivevagrazie airublisporchi di sangue dell’Unione sovietica». In ogni caso, il presidente del Consiglio non vuole sentir parlare di«rivincita », dopo i casi giudiziari che hanno colpito i partiti della sinistra, ma aggiunge: «C’è una conferma che quando nel ’94 fui mandato a casa per un’iniziativa dei giudici che hanno cambiato il risultato elettorale, avevo ragione e ho ragione quando dico che i giudici devono fare i giudici perché sono un ordine dello Stato e non un potere».

Si passa alle Regionali in Sardegna. Per il Cavaliere, «la ricetta da mettere in campo è il contrario» di quello che ha fatto Renato Soru, che «negli ultimi cinque anni ha creato solo vincoli isolando la Sardegna». «Io - ribadisce - mi chiedo come fa questo signore a ripresentarsi ancora oggi dopo aver fallito come imprenditore, come politico e come governatore». «Sono sicuro che i sardi non cadranno in questo tranello», aggiunge, perché «se decidessero di votarlo farebbero un errore imperdonabile».

Infine, un accenno alla presidenza italiana al G8 2009, che si terrà alla Maddalena. «È una bella responsabilità - afferma - e spero che tutto questo lavoro non possa essere rovinato, come fu a Genova nel 2001». Quando «lavorammo bene, ma poi ci furono disordini e venne fuori, dolorosamente, il morto».