Berlusconi a Crespo: «Magari ti avessimo tenuto»

da Milano
Facce buie in casa Milan, Ancelotti un sorride e l’analisi della sconfitta è altrettanto spietata: «Siamo partiti bene, ma abbiamo pagato l’altezza degli interisti sui calci piazzati. Per neutralizzarli sulle palle alte avevo messo Ambrosini, ma non c’è stato niente da fare, mentre Kakà aveva più libertà in fase difensiva per potersi ripresentare più lucido nelle ripartenze. Nella ripresa ho dovuto per forza cambiare, Ambrosini e Jankulovski avevano problemi e Gilardino poteva servire ai centrocampisti per appoggiarsi e fare sponda». Accuse ai suoi Ancelotti non ne fa, a eccezione di una tirata d’orecchi sul terzo gol. «La difesa si è fatta sorprendere a inizio ripresa, hanno sbagliato, ma per gli altri gol non c’era niente da fare. Certo che, in svantaggio, non potevamo che attaccare a tutto spiano, cosa che all’inizio non potevamo assolutamente fare. L’Inter nel primo tempo è stata più prudente, cercava il contropiede e noi invece avremmo dovuto avere più sfogo sulle fasce, come abbiamo fatto nella ripresa con la costante spinta di Cafu e Maldini». Ma un dispiacere Ancelotti l’ha: «Per esserci allontanati in classifica dall’Inter, però sono anche soddisfatto per lo spettacolo offerto e gli applausi dei nostri tifosi ci hanno gratificato». E alla considerazione di Mancini: «11 contro 11 non c’era partita», Ancelotti risponde seccato: «Mancini ha visto un’altra partita». Salvo poi ricomporsi: «Comunque questo Milan è all’altezza dell’Inter, anche se ora ci toccherà vivere alla giornata, ma dobbiamo mantenere forza e volontà. Pensiamo alla Champions, vinciamo mercoledì e ci qualifichiamo in Europa, poi potremo pensare di volta in volta al campionato, sono uno che non s’arrende mai».
Le critiche di Ancelotti però non finiscono qui: «Ci sono state troppe ammonizioni in una partita corretta, qualche giallo in meno era meglio. Penso alla maglia alzata di Materazzi e a quella altrettanto assurda di Gilardino. Quanto a Materazzi, che l’ha fatta prendere a Gila e ha fatto il furbo, è stato poi punito per la sua furbizia». Una parola anche sull’Arbitrato: «È un’altra questione e la squadra ha solo pensato al derby preparandosi bene. Per quanto riguarda la giustizia sportiva, ci sarà tempo e modi per rivederla. Personalmente sono in perfetta sintonia con il pensiero della società».
Scuro in volto anche il presidente Silvio Berlusconi che s’è intrattenuto per mezz’ora negli spogliatoi con Ancelotti e i giocatori e poi se n’è andato. Ma una frase gli è scappata quando, passando davanti a Crespo, ha detto: «Magari avessimo preso Crespo». Perché la partenza di Shevchenko ha aperto una grossa falla in attacco e in tanti ora lo rimpiangono.